Italia
Incubo pitbull, nuova aggressione
Francesca Ferri
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FERITO Il piccolo Max con la gola squarciata dopo laggressione subita dal pitbull Dopo aver azzannato due donne, ieri ha quasi sbranato un cagnolino
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GROSSETO. Al villaggio Kennedy è tornato l'incubo del pitbull Balù che, dopo aver azzannato due donne appena 40 giorni fa, ieri ha sbranato un cane tranciandogli la gola. Un'aggressione che si poteva evitare, secondo l'Enpa, che da mesi segnala il degrado in cui sono custoditi alcuni cani del quartiere, dove gli abitanti vivono ormai nel terrore di essere attaccati e si sentono abbandonati. La scena alla quale hanno assistito ieri, infatti, è stata la stessa vista altre tre volte in pochi mesi. Intorno alle 13.30 Balù, 9 mesi, è di nuovo scappato dalla sua casa di via Sforzesca e, di nuovo, si è avventato sulla sua vittima preferita, l'anziano meticcio Max di 12 anni, che abita in un giaciglio davanti a casa sull'altro lato della strada. Il pitbull lo ha morso in più parti del corpo e poi lo ha attaccato alla gola. I proprietari dei due animali, allertati dai guaiti e dall'abbaiare in strada, si sono precipitati a dividerli. Il padrone di Balù lo ha letteralmente strappato via dal collo di Max, che non ha mollato la presa fino all'ultimo e ha tranciato via un lembo di pelle grosso come un fazzoletto, lasciando il vecchio cane sanguinante e terrorizzato. La padrona del meticcio, uscita in strada con le figlie, non ha retto alla scena ed è svenuta, tanto che è stata chiamata un'ambulanza che l'ha portata al pronto soccorso, dove è rimasta per tutto il pomeriggio per accertamenti. Nel frattempo qualcuno dei vicini ha avvisato l'Enpa, l'Ente Nazionale Protezione Animali, perché anche il povero Max ricevesse soccorso. La presidente Marlena Giacolini, come di prassi, ha chiesto l'intervento del Servizio veterinario della Asl e della Municipale ma, non essendo disponibili vigili in quel momento, sono intervenuti i carabinieri. I veterinari hanno disposto l'allontanamento di Max dal padrone e lo hanno portato al canile comunale. Il pitbull, infatti, non ha il microchip, obbligatorio, né ha fatto la profilassi antirabbica. Rimarrà al canile per i 10 giorni previsti per la profilassi, poi spetterà al sindaco decidere se allontanarlo definitivamente dai padroni. La Asl, intanto, sta preparando un rapporto in cui caldeggia l'iscrizione dell'animale nell'anagrafe dei cani pericolosi, come previsto da un'ordinanza del marzo 2009. Rimane la rabbia della presidente dell'Enpa che non si stanca di ripetere che l'incidente si poteva evitare. «È una vergogna che si sia arrivati a questo punto», urla di rabbia Giacolini. «Alla fine si dà la colpa ai pitbull ma qui le responsabilità sono tutte degli uomini. Dei proprietari dei cani, e dico entrambi, che non sono in grado di tenere gli animali come si deve. Il pitbull è segregato in una stanza tutto il giorno: è normale che quando riesce a scappare sia aggressivo, lo sarebbe anche un uomo. E non è concepibile che Max sia tenuto in una gabbia di un metro quadrato, per di più al sole fino a ieri, esposto ai pericoli della strada. Non si prendono i cani se non si hanno posto e mezzi. Sono dovuta andare io stessa a prelevare il cane con un taxi per portarlo dal veterinario perché "nessuno poteva portarcelo"». La presidente spiega di poter solo monitorare la situazione con segnalazioni al comando di polizia e alla Asl. «Ma sono le istituzioni a doversi muovere - spiega - e anche loro devono prendersi le loro responsabilità. Qui ci vuole il pugno duro perché non c'è solo Balù: il quartiere è pieno di cani che girano liberi e sono la disperazione degli abitanti. Cosa vogliamo aspettare? Che un cane sbrani un essere umano?». Max, intanto, dopo tre ore di intervento è tornato a casa. Fra dieci giorni si saprà se anche Balù tornerà al villaggio o no.
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