Sicurezza
Paura a Poggio Pertuso Rogo devasta la macchia Allontanate 40 persone
◗
DISTRUTTA Così l’auto di uno dei proprietari delle villeLe fiamme vicino alle ville: hanno distrutto un'auto Già domenica scorsa un incendio nella stessa zona
3 MINUTI DI LETTURA
PORTO ERCOLE. Un altro pomeriggio di paura sul Promontorio. Un altro incendio a Poggio Pertuso, partito dalla stessa zona di quello che giorni fa aveva distrutto 3 ettari di macchia mediterranea. Ma questa volta il rogo ha avuto proporzioni molto maggiori, ha comportato l'evacuazione di una quarantina di persone, ha rischiato di raggiungere la Feniglia. Ha anche imposto l'intervento di mezzi aerei, ha distrutto un'auto. Un fronte di 400 metri, tale era intorno alle 17,30, ha mobilitato decine di soccorritori fino a tarda sera. Un rogo sostenuto dal vento impetuoso che soffiava dal mare e che ha fatto avanzare il fronte con una velocità impressionante. L'allarme è partito poco dopo le 16. «Eravamo al lavoro nel giardino di una villa a Pertuso alto - racconta un testimone - Sei operai e i due proprietari. Ci ha avvertito un muratore che lavorava poco distante, ci ha detto di spostare le auto perché c'era un incendio. Ci siamo allontanati appena in tempo, ma abbiamo avuto paura». Gli operai con un idrante hanno spento alcuni tratti di bosco incendiati e con una canna hanno bagnato la vegetazione per cercare di evitare che le lingue di fuoco che stavano divorando il bosco scavalcassero la strada. Poi sono scesi e sono arrivati i mezzi di soccorso: la polizia municipale è passata in mezzo all'incendio e ha fatto sgomberare tutti gli abitanti della zona. Quella villa non è stata toccata dal rogo. E nemmeno le altre, una quindicina, che si trovano lì. Nulla da fare invece per un'auto, appartenente a una persona che abita in una delle ville e che non ha fatto in tempo a spostarla. Sono arrivati anche i carabinieri. La zona è stata resa off limits fino al completamento delle operazioni: nessuno doveva entrare. «Sembrava un vulcano», ha detto un testimone prendendo spunto dal cono di vegetazione annerita dal rogo. «Un incendio di chioma», ha spiegato un addetto ai lavori, poiché il fuoco si è trasmesso dalla chioma di un albero all'altra. Due elicotteri della Regione Toscana hanno iniziato a effettuare lanci sulla macchia, andando a rifornirsi nelle acque di Cala Galera: la vedetta della guardia costiera ha fatto allontanare i natanti per consentire agli elicotteri di "pescare" in sicurezza con i cestelli. La sala operativa della Regione ha chiesto l'invio dei Canadair: il fuoco aveva già bruciato 4 ettari e ne minacciava - secondo le prime stime - altri 400, cioè l'intera estensione del tombolo della Feniglia e tutte le abitazioni che si trovano tra il poggio e la riserva. A terra, vigili del fuoco (impegnati poco prima anche a Banditella e San Donato), corpo forestale, operai e volontari si sono dati da fare per contenere il rogo. Alle 18 sono arrivati i Canadair, uno da Ciampino, l'altro da Genova: hanno lanciato liquido ritardante e nel giro di pochi minuti il fuoco, grazie anche al vento che aveva cambiato direzione, sembrava più facile da controllare. La Feniglia non è stata raggiunta. Mano mano che l'incendio veniva domato, le squadre antincendio si sono trovate di fronte allo spettacolo spettrale lasciato dall'incendio: tronchi diventati grigi, cenere ovunque, costruzioni lambite dalle fiamme. L'opera di spegnimento è andata avanti fino al tramonto, mentre nelle zone già in sicurezza era iniziata la bonifica. L'area di Poggio Pertuso è stata tenuta sotto sorveglianza per tutta la notte, anche quando le famiglie sono potute rientrare nelle loro abitazioni. P.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
