Il Tirreno

Grosseto

LUCIA MATERGI

I tagli sono dovuti al Governo non al "capitolo nero" di Massa

Lucia Matergi   Consigliere regionale Pd

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La visita a Grosseto della commissione sanità del consiglio regionale di cui faccio parte ha suscitato in città un dibattito sul presente e sul futuro della sanità nel nostro territorio che merita una riflessione seria.  Ho letto in questi giorni dichiarazioni di difficoltà dell'azienda legate a eccessive spese.  È falso, l'Asl 9 per il secondo anno consecutivo chiude in pareggio, con numerosi progressi in attivo, come il minor numero di ricoveri della Toscana e l'abbassamento del consumo improprio di farmaci.  Avere un territorio vasto e complesso dal punto di vista dell'anzianità della popolazione e della carenza di infrastrutture richiede infatti, per poter assicurare il principio fondamentale dell'equità di accesso ai servizi, di mantenere aperti dei punti di erogazione (anche ospedalieri) che in condizioni normali non troverebbero giustificazione.  Il percorso di riqualificazione dei piccoli ospedali in provincia di Grosseto, è dunque iniziato da tempo e ha già prodotto risultati significativi, sia in termini di risorse liberate per altri servizi che di miglioramento della qualità: la Asl ha saputo differenziare e caratterizzare i suoi presidi (vedi Pitigliano per le cure complementari e Manciano per la riabilitazione), anticipando una riconversione che dovrà diventare indispensabile in tutta la regione.  Un'Asl che ha saputo appropriarsi del sistema delle Società della Salute proponendosi come interlocutore efficace e dialogante riuscendo a mantenere servizi significativi, intervenendo con risorse proprie, anche quando essi erano nati su risorse diverse, come la robotica.  In questo ragionamento è fondamentale il rapporto tra ospedale e territorio: per questa ragione le piccole strutture ospedaliere tradizionali diventano contenitori di attività di carattere più territoriale che non solo non vanno tagliati, ma anzi devono essere potenziati per dare risposte più adeguate rispetto ai ricoveri ospedalieri inappropriati: ambulatori di specialistica; consultorio; ospedale di comunità (dove vengono ricoverati pazienti seguiti dal medico di base non gestibili a domicilio); riabilitazione funzionale; diagnostica.  Il nostro territorio potrà anche inventarsi forme di recupero di risorse, ma sarà difficile e non indolore, viste le nostre caratteristiche e le azioni già messe in campo per il contenimento della spesa.  La realtà è che, a differenza di quanto sono andati affermando i consiglieri locali Pdl e alcuni componenti della commissione, mancano le risorse perché i tagli alle Regioni ci sono e sono ingenti, per cui anche la sanità, grande competenza delle regioni, ne fa le spese.  Massa Carrara è stato un capitolo nero della sanità toscana e l'impegno della giunta e del consiglio regionale è volto affinché casi simili non debbano mai più ripetersi, ma non è la spiegazione di tutti i problemi attuali delle politiche della salute in Toscana e meno che mai di Grosseto.

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