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Furti in 3 ville la banda dei fratelli finisce in carcere
Francesca Gori
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GROSSETO. «Volevamo solo fare un po' di soldi facili. D'altra parte lo fanno tutti». E il loro sistema, per fare soldi facili, era quello di svaligiare le ville. Martedì mattina però, la loro attività quantomeno redditizia, che in poche ore aveva fatto accumulare loro più di diecimila euro, è stata interrotta dai carabinieri. Tre fratelli romeni che vivono a Roma, titolari di un'impresa edile, sono stati arrestati dai militari al bivio di Poggio la Mozza, dopo che la segnalazione della presenza della loro auto, una Ford Focus grigia, era stata segnalata ai carabinieri di Montiano. Dalla stazione è stato dato l'allarme a tutti i militari. E in una piazzola vicina al bivio, quando i tre hanno visto i carabinieri, si sono fermati, hanno aperto il cofano e hanno fatto finta che ci fosse un guasto al motore. Quel diversivo però, è servito ai militari di Marina e di Alberese, per acciuffarli. In auto non era stata stipata soltanto la refurtiva, ma c'era anche tutta l'attrezzatura utilizzata per svaligiare le case. Daniel, Gabriel e Claudiu Moldoveanu, rispettivamente di 30, 34 e 36 anni, ieri davanti al giudice Muscogiuri hanno patteggiato una pena di due anni e 400 euro di multa. Sono stati loro, di fronte ai militari, a confessare il furto e ad accompagnare i carabinieri alla villa svaligiata a Rispescia, dove, per entrare, hanno praticamente distrutto una porta blindata, provocando circa 4mila euro di danni. I carabinieri, però, non si sono accontentati di quella confessione. Per tutto il pomeriggio, i militari della compagnia, con i loro clleghi di Alberese e Marina hanno torchiato i tre fratelli. In quella Ford Focus, di oggetti rubati, ce n'erano davvero tanti. I tre fratelli alla fine non hanno retto. Hanno fatto trovare ai carabinieri l'oro che era stato nascosto nella loro auto, e hanno raccontato altri due colpi compiuti proprio la stessa mattina: in una villetta e in un podere a Guinzone, sulla Marsiliana e a Scalabrelli vicino a Montiano. Nell'auto della "Banda Bassotti" della Maremma, i militari hanno trovato argenteria, una collezione di coltelli, soldi in contanti ma anche cellulari, navigatori, orologi. Tra i reati contestati, oltre a quello di furto aggravato, c'era anche quello di detenzione di armi. I tre fratelli che per fare soldi facili avevano deciso di rapinare ville non avevano né pistole né coltelli (tranne quelli rubati), ma due bombolette di spray urticante.
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