Il Tirreno

Grosseto

«L'Unione solo per i servizi»

Fiora Bonelli
<b>PROVINCIA. </b>Il presidente Leonardo Marras
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PROVINCIA. Il presidente Leonardo Marras

Marras parla chiaro: le deleghe restano alla Provincia

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 GROSSETO. «Della montagna, come Provincia me ne voglio occupare anche io». Con una battuta, il presidente della provincia di Grosseto Leonardo Marras, interviene sulla querelle fra Unione dei comuni e Provincia.  Il sindaco di Castel del Piano Franci aveva detto che l'Unione senza le deleghe di forestazione, agricoltura e bonifica avrebbe visto sminuire il loro peso; deleghe che da 20 anni gestisce la Comunità Montana, avevano ribadito Franci e anche Ulivieri e che adesso le Province, nel loro documento, rivendicano per sé. Una questione di prim'ordine per la montagna, visto che proprio su quelle materie passano finanziamenti pesanti. Ma Leonardo Marras suona un'altra campana, all'unisono con quella di Upi toscana: «Questa discussione meriterebbe di essere fatta a un tavolo regionale, perché tali problematiche non si risolvono certamente con la guerra fra istituzioni. Io faccio riferimento a quel che recita la Costituzione che prevede poteri a Stato, Regioni e Province. Tutto il resto va tolto via. Dunque anche le Comunità Montane. La loro soppressione è un dettato della Costituzione». Ma Marras non nega, anzi afferma con forza, che una questione c'è ed è la montanità, perché «esiste un disagio delle zone montane, questo è sicuro». Ed è per far fronte alle problematiche dei piccoli comuni montani che nasce l'Unione speciale dei comuni: «Che, si badi bene, è unione dei servizi e basta. I Comuni, dunque, per le loro necessità hanno a fiancheggiarli l'Unione, appunto, da un lato e la Provincia e la Regione dall'altro. Questa si chiama sussidiarietà». Dunque secondo questa lettura, l'Unione dei Comuni non è un nuovo ente, ma è «un centro di servizi, che ha nella conferenza dei sindaci l'organo che rappresenta i Comuni stessi e dirige il centro».  Un'interpretazione del tutto diversa e distante da quella che hanno tratteggiato, con lo statuto stilato e in approvazione in questi giorni nei vari consigli, gli 8 Comuni dell'Amiata. Perché lo statuto prevede un consiglio, una giunta e un presidente e per finire la conferenza dei sindaci. Insomma l'Unione, con questo statuto nasce come Ente vero e proprio. Ma secondo Marras non è così: «L'Unione serve solo ad associare i servizi e in questo dà senso alle varie municipalità. Invece le competenze territoriali, come agricoltura, forestazione, bonifica, spettano alle Province. Dopo che tali deleghe le saranno attribuite, allora la provincia deciderà come gestire la cosa. Capisco che i Comuni vogliano avere un filo diretto con tali materie, ma pensare di fare l'Unione iniziando coll'impadronirsi delle competenze altrui, proprio non va. In ogni caso questa disputa sta accadendo a causa di una discussione mancata nelle sedi opportune». E così Marras conclude con una proposta: «Propongo un confronto pubblico, anche con la popolazione, per affrontare con lo spirito giusto un discorso fra chi ha a cuore gli interessi del territorio, per vedere che tipo di traettorie si possano intraprendere e se, magari, è possibile, qui in provincia di Grosseto, una sintesi originale per questa questione».

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