Il Tirreno

Grosseto

In Veneto si ragiona sulla sospensione dei voli, all’Argentario il dolore degli amici

Tralicci, i dubbi della Procura

<b>RECUPERO.</b> I resti dell&#146; elicottero
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RECUPERO. I resti dell’ elicottero

Due inchieste per accertare le cause della morte di Alocci

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 PORTO SANTO STEFANO. L'Argentario sta ancora aspettando di salutare Massimo Alocci, l'elicotterista di 36 anni che sabato si è schiantato al suolo con il suo elicottero mentre era al lavoro nel cielo sopra le colline di Rolle, nel trevigiano. È là, in Veneto, che si cerca di ricostruire la dinamica dell'incidente. Intanto, il consorzio del prosecco sta pensando di sospendere i voli per irrorare le vigne. Lo dice a chiare lettere Giuseppe Nardi, primo cittadino di Farra di Soligo. L'incidente mortale di sabato a Rolle è stata l'ultima goccia. Non era mai accaduto nulla. Poi due incidenti in un mese. L'ente che gestisce lo spargimento aereo dei fitofarmaci è sotto choc. Due velivoli persi, un pilota morto e un altro ferito. «Il problema è che i tracciati delle elettrovie non sono evidenti - denuncia il presidente - o ti ricordi dove sono, o sono guai. In altre zone ci sono i palloncini rossi di segnalazione, ma non qui». Ed è su questo che insiste anche la procura.  «E' necessario che ci siano adeguate segnalazioni degli ostacoli». Il procuratore di Treviso, Antonio Fojadelli, interviene sull'incidente di Rolle. La morte del pilota Massimo Alocci, 36 anni, ha portato all'apertura di due inchieste. Una della Procura. L'altra dell'Enac. I tecnici dell'ente che si occupa di sicurezza del volo esamineranno i resti del S269 C, posti sotto sequestro e depositati a Vittorio Veneto. Sul tappeto, al momento, restano aperte diverse ipotesi sulle cause dell'incidente. Un errore umano del pilota, che non si è accorto dei cavi elettrici dell'alta tensione, peraltro privi di segnalazioni. Ma non possono essere esclusi il guasto tecnico o un malore. Le due inchieste procederanno parallelamente. I tecnici dell'Enac potranno indicare cosa non abbia funzionato in quel volo maledetto. Spetterà poi alla Procura contestare eventuali responsabilità penali.  La salma di Massimo Alocci non è ancora rientrata all'Argentario. A Santa Liberata la famiglia dell'elicotterista è stretta nel suo dolore. E gli amici, i volontari della Racchetta, continuano ad interrogarsi su quell'incidente che ancora è rimasto senza un perché. L'ipotesi di una disattenzione, non convince chi conosceva bene Massimo Alocci. F.G.

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