Il Tirreno

Grosseto

La commissione sanità della Regione in visita al Misericordia

Piccoli ospedali a rischio

Enrico Pizzi
<strong>A RISCHIO. </strong>L’ospedale di Massa Marittima
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A RISCHIO. L’ospedale di Massa Marittima

Carraresi all'attacco: «Qui si spende più che altrove»

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GROSSETO. In ballo c'è la "razionalizzazione" della sanità toscana, che significa quasi certamente tagli di tutto quello che, alla luce delle risorse sempre più ridotte, sarà considerato uno spreco. Lo spettro dei tagli, dunque, torna ad aleggiare sugli ospedali periferici della provincia di Grosseto, ma della situazione potrebbe risentire anche il fiore all'occhiello della sanità maremmana, la scuola di chirurgia robotica che, sicuramente, non potrà più contare sui finanziamenti della Fondazione Mps e i suoi costi dovranno trovare copertura nel bilancio dell'Asl 9. A spese di cosa, però, non è dato sapere.

Su questo, tra i commissari della IV commissione del consiglio regionale Sanità e Politiche sociali in visita all'Asl 9, e all'ospedale di Grosseto in particolare, ci sono pochi dubbi, in attesa che la giunta regionale formuli la propria proposta per il piano socio-sanitario 2012-2015 e la commissione possa iniziare a discuterne.  Il presidente della commissione Marco Remaschi (Pd) sottolinea il momento è delicato e che ci saranno da fare delle scelte inderogabili, magari anche dolorose. Il vicepresidente Stefano Mugnai attacca subito, rilevando che oggi la sanità toscana non presenta più solo luci, ma anche molte ombre e ricorda che proprio ieri i direttori generali della Asl toscane erano stato convocati a Firenze, dal presidente della Regione Enrico Rossi, «per tentare di contenere lo sbilancio della sanità toscana - dice - che per il 2011 ammonta a 165milioni di euro». 

Sui numeri, ribaditi anche dal consigliere regionale del Pdl Alessandro Antichi, i commissari non si trovano d'accordo, ma anche Lucia Matergi (Pd) spiega che comunque l'Asl 9 quest'anno avrà 12 milioni di euro in meno e l'impegno «è a fare in modo che non vengano meno i servizi».  La segretaria della commissione, Maria Luisa Chincarini (Idv) spiega che in Toscana «per mantenere lo standard dei servizi cui siamo abituati non possiamo permetterci più sprechi e duplicazioni di servizi», ma nessuno chiarisce se gli ospedali periferici della provincia di Grosseto debbano essere considerati tali. Solo il consigliere regionale Andrea Agresti (Pdl) contribuisce a fare un po' di luce.

«Forse - dice - se non si può fare diversamente almeno Massa Marittima e Orbetello andrebbero mantenuti, non si può pensare di lasciare solo Grosseto».  Lucido l'intevento di Marco Carraresi (Udc). «Anche le eccellenze grossetane - dice - dovranno essere oggetto di affinamento». Carraresi riconosce le peculiarità del territorio, ma il costo pro capite della sanità è troppo alto e «non è giusto - dice - se qui si spreca più che altrove»; e poi, i «piccoli ospedali che rischiano di essere ospedali piccoli» e che coprono appena 8mila ricoveri dei 24mila che in tutto si fanno in un anno in provincia di Grosseto, ma anche il Misericordia, con il suo pronto soccorso eccellente, che però rischia di essere attrattivo «per prestazioni che altrove si danno sul territorio». 

Nessuno, tra i commissari, mette in discussione la chirurgia robotica e la scuola di chirurgia robotica fondata dal professor Piercristoforo Giulianotti.  Ma opinioni divergenti emergono quando si ragiona su quante realtà potranno avere il robot chirurgico. E nell'area Sud ci sono già, oltre a Grosseto che fa scuola, anche Siena, che è azienda universitaria e Arezzo.  Ma nessuno dei commissari di maggioranza sembra convinto che alla fine Grosseto possa essere fagocitata da Siena. Più scettici i commissari del centrodestra.

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