Attenzione
Muore in mare tra le braccia del figlio
Francesca Gori Renzo Wongher
◗
L’INCIDENTE. Francesco Ubbriaco 59 anni, era un marinaio esperto Sul molo Garibaldi i motopesca ieri sono rientrati subito appena saputo della tragedia che si era consumata al largo del GiglioSi è tuffato per salvarlo ed hanno nuotato insieme, poi è spirato
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PORTO SANTO STEFANO. Per qualche metro hanno nuotato insieme. Uno accanto all'altro, padre e figlio. Salvatore ha fatto di tutto per salvare babbo Francesco. Ma la fibra del pescatore non è stata così forte. È morto tra le braccia di suo figlio, cullato dalle onde del mare a circa trenta miglia dall'Argentario, tra l'isola del Giglio e quella di Montecristo. Francesco Ubbriaco, 59 anni, sui pescherecci ci sapeva stare.
Era nato a Cotronei, nell'entroterra crotonese, e fino al 1971 aveva fatto il muratore. Uomo di terra che quarant'anni fa aveva deciso di diventare uomo di mare. Senza pensare che il mare, un giorno, avrebbe forse reclamato tutto quello che gli aveva dato in questi quarant'anni. All'Argentario, Franco, lo conoscevano tutti. Da qualche anno era in pensione e domenica sera ha deciso, come faceva qualche volta, di andare ad aiutare suo figlio Salvatore, 37 anni, comandante del peschereccio. Poco prima di mezzanotte la Nuova Provvidenza, uno dei motopesca più potenti della flottiglia di Porto Santo Stefano che aveva scelto come zona per la battuta notturna l'Africhella, forse ha cambiato direzione.
Franco era vicino ai divergenti, due pesanti attrezzi in legno e ferro che servono per allargare la rete. Cosa sia successo là sopra, ancora è impossibile da capire. Franco potrebbe essere stato colpito da uno dei divergenti ed è caduto in mare. Salvatore, nel tentativo disperato di riprendere il padre, si è fratturato tre costole ed è finito in acqua. Ha nuotato fino a raggiungere Franco, che era ancora vivo. Insieme hanno nuotato verso il peschereccio. Ha cercato di salvare la vita a quell'uomo che gliel'aveva data 37 anni fa. Gli ha fatto forza, in quei lunghi minuti durante i quali sembrava che Franco non ce la facesse ad arrivare a bordo.
Poi, quello che è successo in quelle acque profonde, lo stabilirà probabilmente l'autopsia. Perché Salvatore è certo che suo padre sia morto in mare, stroncato forse da un malore. Il mozzo che era imbarcato sulla Nuova Provvidenza invece ha detto che Franco, una volta issato con le cime sul peschereccio, era ancora vivo. Un dettaglio, questo, che servirà alla capitaneria di porto per ricostruire la dinamica dell'incidente. Un dettaglio che sarà comunque inutile per alleviare il dolore di Salvatore, che ha fatto tutto quello che era umanamente possibile per salvare la vita al padre. Una volta sul peschereccio, l'allarme è arrivato alla capitaneria di porto che ha mandato una motovedetta a soccorrere Salvatore. Il comandante della motopesca era ferito ed è stato accompagnato all'isola del Giglio, dove è stato caricato su Pegaso e portato all'ospedale di Grosseto.
La Nuova Provvidenza invece, è stata scortata fino al porto e ormeggiata al suo posto. Ad aspettarla c'erano i carabinieri di Orbetello e poco dopo sono arrivati anche i tecnici della prevenzione dell'Asl 9. Il mozzo è stato ascoltato dai militari della guardia costiera. Poi è risalito a bordo, si è gettato sulla sua brandina e non ha voluto né lasciare il peschereccio e nemmeno parlare con i suoi colleghi. Tanti, quelli che ieri si sono fermati sulla banchina del molo Garibaldi dove il peschereccio era ormeggiato. Francesco Ubbriaco, nel mondo del mare di Porto Santo Stefano, lo conoscevano tutti. Da quarant'anni era arrivato all'Argentario. Faceva il muratore, allora.
Poi ha conosciuto quella donna che sarebbe diventata tre anni più tardi sua moglie, Maria Grazia Ferraro. E pur di stare con lei, aveva scelto il mare. Era stato armatore, poi aveva lasciato il comando a suo figlio Salvatore, per dedicarsi alla moglie, alle due figlie Maria Antonia e Renata, all'orto che coltivava a Cannatelli.
Era nato a Cotronei, nell'entroterra crotonese, e fino al 1971 aveva fatto il muratore. Uomo di terra che quarant'anni fa aveva deciso di diventare uomo di mare. Senza pensare che il mare, un giorno, avrebbe forse reclamato tutto quello che gli aveva dato in questi quarant'anni. All'Argentario, Franco, lo conoscevano tutti. Da qualche anno era in pensione e domenica sera ha deciso, come faceva qualche volta, di andare ad aiutare suo figlio Salvatore, 37 anni, comandante del peschereccio. Poco prima di mezzanotte la Nuova Provvidenza, uno dei motopesca più potenti della flottiglia di Porto Santo Stefano che aveva scelto come zona per la battuta notturna l'Africhella, forse ha cambiato direzione.
Franco era vicino ai divergenti, due pesanti attrezzi in legno e ferro che servono per allargare la rete. Cosa sia successo là sopra, ancora è impossibile da capire. Franco potrebbe essere stato colpito da uno dei divergenti ed è caduto in mare. Salvatore, nel tentativo disperato di riprendere il padre, si è fratturato tre costole ed è finito in acqua. Ha nuotato fino a raggiungere Franco, che era ancora vivo. Insieme hanno nuotato verso il peschereccio. Ha cercato di salvare la vita a quell'uomo che gliel'aveva data 37 anni fa. Gli ha fatto forza, in quei lunghi minuti durante i quali sembrava che Franco non ce la facesse ad arrivare a bordo.
Poi, quello che è successo in quelle acque profonde, lo stabilirà probabilmente l'autopsia. Perché Salvatore è certo che suo padre sia morto in mare, stroncato forse da un malore. Il mozzo che era imbarcato sulla Nuova Provvidenza invece ha detto che Franco, una volta issato con le cime sul peschereccio, era ancora vivo. Un dettaglio, questo, che servirà alla capitaneria di porto per ricostruire la dinamica dell'incidente. Un dettaglio che sarà comunque inutile per alleviare il dolore di Salvatore, che ha fatto tutto quello che era umanamente possibile per salvare la vita al padre. Una volta sul peschereccio, l'allarme è arrivato alla capitaneria di porto che ha mandato una motovedetta a soccorrere Salvatore. Il comandante della motopesca era ferito ed è stato accompagnato all'isola del Giglio, dove è stato caricato su Pegaso e portato all'ospedale di Grosseto.
La Nuova Provvidenza invece, è stata scortata fino al porto e ormeggiata al suo posto. Ad aspettarla c'erano i carabinieri di Orbetello e poco dopo sono arrivati anche i tecnici della prevenzione dell'Asl 9. Il mozzo è stato ascoltato dai militari della guardia costiera. Poi è risalito a bordo, si è gettato sulla sua brandina e non ha voluto né lasciare il peschereccio e nemmeno parlare con i suoi colleghi. Tanti, quelli che ieri si sono fermati sulla banchina del molo Garibaldi dove il peschereccio era ormeggiato. Francesco Ubbriaco, nel mondo del mare di Porto Santo Stefano, lo conoscevano tutti. Da quarant'anni era arrivato all'Argentario. Faceva il muratore, allora.
Poi ha conosciuto quella donna che sarebbe diventata tre anni più tardi sua moglie, Maria Grazia Ferraro. E pur di stare con lei, aveva scelto il mare. Era stato armatore, poi aveva lasciato il comando a suo figlio Salvatore, per dedicarsi alla moglie, alle due figlie Maria Antonia e Renata, all'orto che coltivava a Cannatelli.
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