Attenzione
«L'impianto Solemme è una sciagura per il territorio»
Gli ambientalisti fanno il conto costi-benefici: «Più i posti di lavoro a rischio di quelli previsti»
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MONTEROTONDO. Continua la battaglia degli ambientalisti a Monterotondo contro l'impianto di compostaggio della Solemme. Questa volta quelli del Comitato Geo chiamano in causa il presidente della Provincia Leonardo Marras, scrivendogli una lettera aperta che ha per oggetto, appunto, la struttura della società, a parere degli ambientalisti poco utile per il territorio. «L'impianto copre le esigenze di Solemme/Acea per il trattamento dei fanghi dei depuratori di Colli Albani e, benchè inserito nel piano provinciale dei rifiuti, tratta materiali provenienti dalle altre province». Ma il vero cruccio del Comitati adesso è il progetto per l'ampliamento dell'impianto per 70mila tonnellate, «per cui lei e la sua giunta avete dato l'assenso al non assoggettamento a Via», scrivono a Marras. Nella lettera, gli ambientalisti fanno una loro analisi costi-benefici. «I costi li conosciamo bene, in termini di miasmi che giorno e notte infestano il nostro territorio danneggiando la salute dei cittadini. Paventiamo una situazione triplicata rispetto a quella attuale. Per non parlare del traffico di autotreni, che stando ai dati della Solemme saranno 100 viaggi al giorno, comportando un deprezzamento delle proprietà limitrofe». I benefici, invece, gli ambientalisti li individuano nei 24 posti di lavoro a contratto determinato che la società avrebbe garantito. «Ma quanti posti di lavoro verranno persi nel territorio se funzionerà questo mostro maleodorante che deturpa anche il paesaggio? Già oggi un imprenditore con l'autorizzazione per un villaggio rta da 70 posti ha rinunciato di fronte a questa espansione della Solemme». Insomma «il calcolo costi-benefici è in perdita, salvo che per la Solemme». E chiamano in causa Marras: «Da che parte sta?»
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