Il dolore
Lanello di appartamenti popolari è previsto in via Lago di Varano, dove ora cè il campo per il tiro con larco
Ciambellone di cemento al posto del verde
Stefano Fabbroni
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COMÈ. Ecco comè adesso larea: impianti sportivi e prati verdi dove giocano i ragazzi Alto 18 metri, su 10mila mq. La rabbia dei residenti della zona: «Una follia»
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GROSSETO. "Ciambellone" o "Colosseo": il nome conta poco. Quello che conta è che si tratta di un edificio enorme e orrendo, dall'impatto devastante sulla città: dovrebbe essere realizzato, infatti, un anello di appartamenti alto diciotto metri, sdraiato su circa 10mila metri quadri di terreno. Ed è previsto, guarda caso, nel nuovo regolamento urbanistico, quello che il Comune ha adottato in fretta e furia per averlo pronto per le elezioni. E che ora sarà costretta a cambiare radicalmente, visto che stanno arrivando una pioggia di osservazioni e visto che ci sono anche errori materiali. Certo è che dalla zona di via Lago di Varano arriva un secco "no" alla costruzione del complesso di edilizia residenziale sociale nell'area attualmente occupata dal campo di tiro con l'arco. Dal verde e dai bambini che fanno sport a un'enorme colata di cemento: una rivoluzione che chi abita nella zona proprio non digerisce. Così fra gli abitanti del quartiere è partita una raccolta di firme - attualmente sono un centinaio - da destinare all'Amministrazione comunale. L'opera è inserita in una scheda per i nuovi assetti insediativi chiamata "ex tiro con l'arco", nella previsione, ovviamente, di... eliminarlo. «Il complesso, che chiamiamo "ciambellone", occuperebbe 10mila mq di terreno - sostengono i firmatari - e, come illustrato nel progetto comunale, l'intervento sarebbe devastante per gli equilibri della collettività. Il campo di tiro con l'arco costituisce per il quartiere un elemento fondamentale di identificazione, da anni è mantenuto da volontari ed addetti e così facendo la zona verrebbe privata di un punto di riferimento pubblico essendo sede di attività ludiche e di gare provinciali e nazionali». Un campo da non separare dagli altri impianti sportivi di via Lago di Varano, cioè piscina, campo di calcio e palazzetto dello sport. «Eliminare la struttura sportiva - proseguono - significherebbe togliere un'ampia area verde per elevarci un fabbricato, con notevole impiego di cemento e conseguente deturpazione dell'ambiente. Un risultato che risulta incompatibile con la finalità stessa del Regolamento urbanistico di perseguire un obiettivo generale di riqualificazione del contesto urbano in cui si colloca». Esiste anche un altro aspetto che motiva l'osservazione dei firmatari al regolamento urbanistico, stavolta di natura sociale. «Una grande residenza sociale raggruppa famiglie con disagi di ogni genere - puntualizzano - e ciò porterebbe ad una ghettizzazione inaccettabile per loro stessi e per i residenti del quartiere. Già in passato ci sono stati simili casi fallimentari (villaggio Cottolengo e palazzo di Santa Maria in piazza Albegna) ed insistere su tali scelte, piuttosto che operare sull'inserimento di persone veramente disagiate, va contro gli interessi della cittadinanza. Il giusto equilibrio tra "pieni" e "vuoti" del contesto urbano dell'area, inoltre, non verrebbe garantito dalla previsione urbanistica che, invece, originerebbe un'eccessiva concentrazione di popolazione nella zona».
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