Il dolore
Quattro aerei intercettati dal radar
Michele Nannini
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USTICA. Fasi del recupero Novità da Poggio Ballone a 31 anni dal disastro ancora senza soluzione
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POGGIO BALLONE. Trentuno anni di misteri, una delle pagine più nere della storia della Repubblica. Le indagini sulla strage di Ustica potrebbero essere vicine ad un ennesimo colpo di scena, ancora una volta legato alla base di Poggio Ballone. Perché proprio i tracciati della base radar grossetana, per lo meno quelli sopravvissuti ad una serie incredibile di sparizioni e mancanze, sono da sempre stati l'unico appiglio per poter scardinare una verità che dopo più di una generazione rimane ancora sepolta dietro un impenetrabile muro di gomma. La novità potrebbe arrivare dalle decisioni che la Nato dovrebbe rendere pubbliche nei prossimi giorni circa le tracce di quattro aerei militari registrati proprio dal radar di Poggio Ballone e di cui è rimasta miracolosamente traccia. Di quei quattro aerei, che nessuno è mai riuscito ad identificare pur dando per scontata la loro presenza, si sussurra tanto ma non si dice ufficialmente niente. Gli indizi portano però in un luogo ben preciso, la base corsa di Solenzara, che in molti (compreso l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, all'epoca della strage presidente del Consiglio) credono sia stato l'aeroporto di partenza di quei quattro aerei registrati da Poggio Ballone ma mai identificati ufficialmente. Parigi ha sempre negato di avere aerei in volo nel tratto interessato dalla strage la sera del 27 giugno del 1980, solo che proprio il radar della base grossetana aveva registrato decollo ed atterraggio di tre dei famosi quattro aerei, rientrati proprio in Corsica dopo l'esplosione del Dc9 Itavia, mentre il quarto rimase in volo sopra l'isola d'Elba. Il registro della sala radar però sparì misteriosamente, rendendo impossibile qualsiasi controllo incrociato all'epoca delle indagini. Non solo: da lì in poi iniziarono inquietanti episodi attorno alle persone che quella sera erano in un modo o nell'altro coinvolte nel turno di servizio. Il capitano Maurizio Gari, all'epoca responsabile del turno in sala radar, morì di infarto a poco più di 30 anni; il controllore Mario Dettori fu trovato impiccato il 31 marzo del 1987; per arrivare poi ai piloti Naldini e Nutarelli che morirono nella strage di Ramstein e che incrociarono la notte del 27 giugno proprio il Dc9 Itavia con un caccia da guerra sconosciuto nascosto sotto il volo di linea. Forse, stavolta, la perizia della Nato potrebbe fornire interessanti e fondamentali indizi, che ancora una volta riportano Poggio Ballone al centro della questione.
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