Il Tirreno

Grosseto

Valpiana, frazione dimenticata

Alfredo Faetti
<b>VALPIANA. </b>Uno scorcio della frazione
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VALPIANA. Uno scorcio della frazione

Manca la banca e le linee telefoniche saltano. Protestano gli abitanti

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 VALPIANA.Potenzialità non sfruttate, l'assenza di uno sportello bancario e soprattutto le linee telefoniche, quasi mai funzionanti. Sono i disagi di Valpiana, venuti fuori dall'assemblea pubblica che si è tenuta giovedì sera. In attesa di nominare un presidente per il consiglio di frazione, i cittadini mandano chiari segnali all'amministrazione.  Erano tanti alla riunione di giovedì. Gli argomenti di discussione non mancavano e i due grandi casi che hanno invaso le cronache locali, la chiusura della Sarzanese e la vicenda dell'ex presidente del consiglio di frazione, hanno alimentato ancor di più la voglia di confrontarsi. Per quanto riguarda la successione a Donatella Raugei, l'ex presidente, il consigliere d'opposizione Filippo Pieri chiederà «nuove elezioni per la presidenza del consiglio di frazione». Vicende politiche e burocratiche a parte, durante l'incontro i residenti di Valpiana hanno toccato i problemi concreti con cui hanno a che fare ogni giorno. Su tutti, le linee telefoniche, «spesso non funzionanti - spiega Pieri - e causa di ripetuti disagi per gli utenti dell'ufficio postale». Oltre ai disservizi domestici causati dal mal funzionamento delle linee, infatti, questo disagio colpisce anche l'ufficio postale che senza linea non può svolgere le sue conseuete attività. Ma i problemi non finiscono qui. «Serve una nuova progettazione urbanistica che permetta alla frazione di crescere con fondi commerciali capaci di accogliere attività produttive e servizi, evitando così che Valpiana diventi un enorme dormitorio». In un'ottica di sviluppo, il consigliere d'opposizione spiega che è stato sollevato un punto particolare: i cittadini infatti hanno evidenziato «come la presenza di una banca risulterebbe senza dubbio funzionale alle rinnovate esigenze della frazione e alla sua zona industriale». Per di più, continua Pieri «sarebbe necessario sfruttare le potenzialità offerte dal Lago dell'Accesa e da quelle attribuibili dall'appartenenza della frazione al Parco Archeologico Minerario».

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