Sicurezza
«Non ci pieghiamo alle Province»
Fiora Bonelli
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Claudio FranciMartedì l'approvazione dello statuto dell'Unione dei Comuni, parla Franci
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CASTEL DEL PIANO. Martedì il consiglio comunale di Castel del Piano approverà lo statuto, nuovo di zecca, della prossima Unione Speciale dei comuni, l'ente di secondo grado che prenderà il posto della Comunità Montana. Così, nonostante la Regione Toscana abbia recentemente frenato sulla proposta di legge sul riassetto istituzionale, in attesa di una nuova decisione, tuttavia gli 8 Comuni dell'Amiata grossetana vanno avanti a muso duro, nell'intento di arrivare ad essere operativi a ottobre. Si vuole salvaguardare il pull di deleghe che fanno tanta gola alle province (in particolare agricoltura, forestazione e bonifica), battendo sul tempo ogni voglia di "fare manona" da parte delle amministrazioni provinciali. E dunque, entro il 30 giugno, tutti gli 8 Comuni del versante grossetano dell'Amiata andranno all'approvazione dello Statuto dell'Unione: «Ci si è lavorato con grande impegno grazie ad una commissione apposita - spiega il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci - e ha subito modifiche e aggiustamenti secondo le necessità comunali. Lo statuto è fondamentale per l'Unione, che nasce non solo per scioglimento dell'Ente Montano, ma nasce per volontà dei comuni, con impianto ed asse prospettico diverso dall'Ente che sostituisce. E lo statuto arriva anche a seguito di confronti con i dipendenti comunali, con le minoranze, fra i funzionari degli 8 comuni». Uno statuto, che però, nasce sulle regole della ormai vecchia legge regionale. «Certo, ma non appena sarà attuata la legge Calderoli e la finanziaria 2010 che impone ai comuni sotto i 5000 abitanti di associare i servizi, e quando la Regione avrà fatto la sua nuova legge, noi modificheremo se necessario, lo statuto». Perché approvarlo, allora, se poi dovrà essere rimodificato a breve? «L'obiettivo è insediare l'Unione a ottobre per avere subito lo strumento per la gestione di deleghe che noi amministriamo da 20 anni con successo ed eccellenza. Praticamente quelle che ci consentono la gestione del nostro territorio montano: agricoltura, forestazione e bonifica». Le stesse che invece rivendicano le Province. «Le Province che vogliono mettere in discussione la nostra gestione, stanno facendo un'operazione immotivata, incomprensibile e ingiustificata». Parole forti, sindaco. «Sì, ma vogliamo mandare un segnale altrettanto forte alla Regione Toscana. Diciamo un no perentorio al trasferimento di queste deleghe alle Province. Per noi sarebbe una smobilitazione. Come chiudere casa e gettare le chiavi». Qual è il testo del messaggio per il presidente regionale Rossi? «Che nella riforma che la Regione si accinge a fare, si tenga ben di conto ciò che i territori sono riusciti a fare nel corso negli anni. Chiediamo di non scordare nel modo più assoluto il ruolo svolto dalla Comunità Montana che non può essere disconosciuto: servizi associati (sono una ventina), il Suap, ma soprattutto il ruolo di collegamento e di vicinanza fra istituzioni e cittadini». In consiglio comunale, poi, ci sono altri argomenti caldi? «Diremo che vogliamo che nella giunta dell'Unione ci siano rappresentati tutti gli otto comuni del versante grossetano. Adesso la giunta è di 3 assessori e il presidente. Va allargata. E poi faremo presente la necessità che i comuni stilino regolamenti statutari omogenei e unitari in materia come tributi, polizia municipale ed altro». Insomma siamo appesi a un filo. E si fa l'unione per marcare il territorio... «Sì. Non possiamo essere spogliati di ciò su cui abbiamo sparso sudore e sangue. La Regione ne tenga conto. Con l'Unione si apre una fase interessante perché garantisce i servizi a tutti i comuni che da soli non se lo potrebbero permettere e perché è uno strumento di controllo e amministrazione del territorio, che non manca di problematiche, di emergenze, di bisogno di cura e vicinanza istituzionale». Come sarà. Lo statuto dell'Unione speciale degli 8 comuni dell'Amiata grossetana, dopo la parte dei principi generali, e dopo quella riguardante le funzioni e i servizi associati, presenta la parte relativa agli organi: un consiglio dove siederanno per ogni comune tre rappresentanti, uno di maggioranza, uno di opposzione e il sindaco. La giunta è composta da tre assessori (anche esterni) e il presidente che dovrà essere consigliere dell'Unione ed è nominato dal consiglio. Poi l'organo della conferenza dei sindaci che è quello fondamentale per le decisioni ultime.
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