Proteste
Muore nello scontro frontale
Francesca Gori
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L’INCIDENTE. Giuseppe Alampi è morto nel frontale sulle CollacchieLa vittima è un uomo di 55 anni, grave una ragazza
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SCARLINO. Giuseppe Alampi non sapeva che l'ultima cosa che i suoi occhi avrebbero visto sarebbe stato il riflesso dei fari di un'altra auto. Stava tornando a casa dal lavoro. Ma a Grosseto non c'è mai arrivato. È morto nella sua auto, che si è scontrata con quella di Ilaria Riparbelli che ora è in rianimazione al Misericordia.
La ragazza, che è di Follonica è ha 29 anni, ieri pomeriggio è stata dichiarata fuori pericolo, nonostante il politrauma riportato nello schianto. Uno schianto fatale, invece, per Giuseppe Alampi, che di anni ne aveva 55 e che stava viaggindo sulla provinciale delle Collacchie alle 3.50 di sabato mattina durante il suo turno di lavoro. Era l'ultima ora da coprire, prima di abbandonarsi sul letto. Alampi faceva la guardia giurata per la Centralpol di Albinia. Lavorava all'istituto di vigilanza dal 2009. Ci aveva già lavorato prima, poi aveva cambiato per qualche tempo, ed era tornato là da due anni e mezzo. Sabato notte Alampi stava rientrando verso Grosseto da Follonica, dove l'istituto ha alcuni clienti. Aveva fatto il suo turno di notte, dalle 22 alle 5. Ilaria Riparbelli invece, aveva passato la serata con il fidanzato castiglionese.
Giuseppe era ripartito da Follonica, Ilaria stava tornando a casa, nella cittadina del Golfo. Il destino ha fatto incrociare le due auto sulla curva poco dopo il bivio per Cala Violina. Una delle due auto, probabilmente la Renault Clio al volante della quale c'era la ragazza, ha leggermente allargato in curva. La strada delle Collacchie è stretta. Lo scontro è stato violentissimo. La guardia giurata è morta sul colpo. Dalle Collacchie, la strada che collega Castiglione della Pescaia a Follonica, qualcuno alle 4 del mattino è passato. Ha visto le due auto e ha dato subito l'allarme. La corsa dell'ambulanza della Croce Rossa di Castiglione è servita a salvare la vita a Ilaria, che era gravemente ferita nell'abitacolo della sua auto. Un trauma addominale serio, diverse fratture alle gambe, un trauma cranico. Giuseppe invece aveva già esalato l'ultimo respiro. La ragazza è stata portata subito all'ospedale di Grosseto, dove è stata ricoverata in rianimazione e sottoposta all'alcoltest.
Il corpo della guardia giurata invece è stato estratto dall'auto dai vigili del fuoco, arrivati sulla curva poco dopo Cala Violina con i carabinieri di Scarlino e con i colleghi del norm di Massa Marittima. A loro il compito di ricostruire la dinamica dell'incidente. A loro a anche quello di chiamare l'istituto di vigilanza di Albinia, dove Alampi lavorava. La telefonata è arrivata alle 4.15. «È stato un colpo per tutti noi - dice Maurizio Romboli, il titolare della Centralpol - perché Giuseppe lavorava qui da tempo e perché era uno dei nostri migliori colleghi. Era sempre disponibile, era la persona più mite del mondo». Giuseppe Alampi amava correre ma non in auto. Amava le due ruote, le biciclette, quel ciclismo un po' vintage di Giuseppe Saronni con il quale aveva corso.
«Lo raccontava spesso al lavoro - ricorda Romboli - e gli brillavano gli occhi. Continuava ad andare in bicicletta, anche se non gareggiava più». Una passione è una passione. E quell'uomo arrivato da Reggio Calabria che viveva a Grosseto con il fratello ha continuato a coltivarla fino a sabato mattina. Quando ha incrociato quei fari, ha chiuso gli occhi per non riaprirli più.
La ragazza, che è di Follonica è ha 29 anni, ieri pomeriggio è stata dichiarata fuori pericolo, nonostante il politrauma riportato nello schianto. Uno schianto fatale, invece, per Giuseppe Alampi, che di anni ne aveva 55 e che stava viaggindo sulla provinciale delle Collacchie alle 3.50 di sabato mattina durante il suo turno di lavoro. Era l'ultima ora da coprire, prima di abbandonarsi sul letto. Alampi faceva la guardia giurata per la Centralpol di Albinia. Lavorava all'istituto di vigilanza dal 2009. Ci aveva già lavorato prima, poi aveva cambiato per qualche tempo, ed era tornato là da due anni e mezzo. Sabato notte Alampi stava rientrando verso Grosseto da Follonica, dove l'istituto ha alcuni clienti. Aveva fatto il suo turno di notte, dalle 22 alle 5. Ilaria Riparbelli invece, aveva passato la serata con il fidanzato castiglionese.
Giuseppe era ripartito da Follonica, Ilaria stava tornando a casa, nella cittadina del Golfo. Il destino ha fatto incrociare le due auto sulla curva poco dopo il bivio per Cala Violina. Una delle due auto, probabilmente la Renault Clio al volante della quale c'era la ragazza, ha leggermente allargato in curva. La strada delle Collacchie è stretta. Lo scontro è stato violentissimo. La guardia giurata è morta sul colpo. Dalle Collacchie, la strada che collega Castiglione della Pescaia a Follonica, qualcuno alle 4 del mattino è passato. Ha visto le due auto e ha dato subito l'allarme. La corsa dell'ambulanza della Croce Rossa di Castiglione è servita a salvare la vita a Ilaria, che era gravemente ferita nell'abitacolo della sua auto. Un trauma addominale serio, diverse fratture alle gambe, un trauma cranico. Giuseppe invece aveva già esalato l'ultimo respiro. La ragazza è stata portata subito all'ospedale di Grosseto, dove è stata ricoverata in rianimazione e sottoposta all'alcoltest.
Il corpo della guardia giurata invece è stato estratto dall'auto dai vigili del fuoco, arrivati sulla curva poco dopo Cala Violina con i carabinieri di Scarlino e con i colleghi del norm di Massa Marittima. A loro il compito di ricostruire la dinamica dell'incidente. A loro a anche quello di chiamare l'istituto di vigilanza di Albinia, dove Alampi lavorava. La telefonata è arrivata alle 4.15. «È stato un colpo per tutti noi - dice Maurizio Romboli, il titolare della Centralpol - perché Giuseppe lavorava qui da tempo e perché era uno dei nostri migliori colleghi. Era sempre disponibile, era la persona più mite del mondo». Giuseppe Alampi amava correre ma non in auto. Amava le due ruote, le biciclette, quel ciclismo un po' vintage di Giuseppe Saronni con il quale aveva corso.
«Lo raccontava spesso al lavoro - ricorda Romboli - e gli brillavano gli occhi. Continuava ad andare in bicicletta, anche se non gareggiava più». Una passione è una passione. E quell'uomo arrivato da Reggio Calabria che viveva a Grosseto con il fratello ha continuato a coltivarla fino a sabato mattina. Quando ha incrociato quei fari, ha chiuso gli occhi per non riaprirli più.
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