Il Tirreno

Grosseto

Mucchi di rifiuti a Cala Grande

Gabriele Carotti
Mucchi di rifiuti a Cala Grande

Protesta l'ex ambasciatore Osio: «Serve più educazione»

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 MONTE ARGENTARIO. C'è anche un ex ambasciatore che protesta: è Bernardino Osio, che aveva rappresentato l'Italia in Ecuador. C'è anche lui a protestare per il degrado in cui versa la zona di Cala Grande, una delle più belle del Promontorio.  La famiglia Osio racconta l'ex ambasciatore frequenta l'Argentario dal 1929, ricorda addirittura che all'epoca per arrivare alla villa situata in zona Cala Grande dovevano farsela a piedi oppure con un somaro (forse per questo ancora oggi ne detiene uno). Insomma, altre epoche.  Oggi Osio, dopo una carriera diplomatica ad alti livelli, specie in America Latina, trascorre diverso tempo in uno dei posti più suggestivi ed unici dell'Argentario, Cala Grande. Purtroppo però racconta con rammarico di esser stato contattato da turisti perlopiù stranieri, che incantati dallo scenario unico, hanno dovuto constatare la presenza di segni di inciviltà lasciati da parte di cittadini poco rispettosi dell'ambiente.  «Non voglio criminalizzare chi decide di passare qualche ora a godersi questo posto stupendo, anzi ben venga. Però proprio perché rappresenta un'unicità andrebbe preservato nella sua interezza. Invece cartacce, bottiglie e sacchetti vengono gettati o ai bordi della strada, dove chi ci abita con buona volontà decide di raccoglie il tutto, oppure nei peggiori casi vengono gettati dai muretti che costeggiano la strada e vanno ad infilarsi dove è difficile andare a raccoglierli».  «Servirebbe - prosegue l'ex Ambasciatore - un po' più di sensibilità e di educazione». Ci tiene a precisare che non vuole far polemica, già in passato racconta di aver portato a Cala Grande una Ong (Mato Grosso con sede a Fiesole, ndc) che se ne andò portando via sette camion di immondizia: era il 1994.  Si dice quindi scandalizzato per lo scarso rispetto dell'ambiente, interpretando dice le numerose proteste dei cittadini che tra una passeggiata e magari qualche foto, non possono che non notare questi brutti gesti irrispettosi nei confronti di questo scorcio di terra argentarina.  Sull'accaduto intervistato telefonicamente il sindaco Arturo Cerulli. Il quale anch'egli è sulla stessa lunghezza d'onda dell'ex diplomatico. Infatti sottolinea la sensibilità dell'amministrazione comunale al tema del rispetto dell'ambiente: «Certamente è un problema di sensibilità e rispetto per l'ambiente. Purtroppo - prosegue il primo cittadino - essendo zone nelle quali non è possibile svolgere una pulizia giornaliera, non siamo favorevoli all'installazione di cassonetti, perché appunto sarebbero colmi dopo qualche ora. Quindi serve da parte di chi decide di trascorrere la giornata di mare in qualche cala o farsi una passeggiata, un po' di rispetto per l'ambiente, possibilmente consumando e poi facendo in modo che di sacchetti e quant'altro non ve ne sia traccia».  «L'Amministrazione comunale - conclude - è sensibile al tema, ringrazia tutti i cittadini che segnalano questo, cercheremo di fare il possibile».

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