Il Tirreno

Grosseto

Elicottero tocca i cavi elettrici e precipita

Francesca Gallo
A sinistra, Massimo Alocci Accanto e sopra, i vigili del fuoco in azione per recuperare il corpo della vittima e il relitto
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A sinistra, Massimo Alocci Accanto e sopra, i vigili del fuoco in azione per recuperare il corpo della vittima e il relitto

Morto a Treviso in un groviglio di lamiere pilota di Porto Santo Stefano: aveva 36 anni

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 PORTO SANTO STEFANO. Elicottero tocca i cavi elettrici e precipita sulle colline della provincia di Treviso. Morto il pilota Massimo Alocci, 36 anni, di Porto Santo Stefano. Era incaricato di spargere i fitofarmaci per conto dell'Eliconsorzio del prosecco.  Sembra proprio la maledizione del «giorno 25». Ieri mattina la morte dell'elicotterista argentarino. Il 25 maggio scorso un altro elicottero del consorzio era caduto a Farra di Soligo. Alocci aveva sostituito proprio Michele Astrella, il pilota dell'Eliconsorzio ferito in quel primo incidente.  L'elicotterista santostefanese è morto sul colpo. Schiacciato dal motore del velivolo. Ieri alle 9 si era levato in volo dall'Agriturismo Brun a Col San Martino. Dipendente della ditta Novaris di Voghera, pilotava un elicottero S269c, un ultraleggero di vent'anni, appena uscito dalla manutenzione e ospitato a Farra in un capannone dei conti Bevacqua di Panigai. Giovedì scorso aveva già lavorato su quella zona, a Rolle, per tre ore.  Ieri mattina prima dello schianto aveva eseguito sei passaggi sui vigneti di prosecco. L'incidente è avvenuto intorno alle 10, a 200 metri da Rolle, sopra Piai orientali. Nella zona c'è un alto traliccio elettrico. Tutto fa pensare che l'elicottero lo abbia toccato. Nell'impatto con i cavi elettrici un pezzo di una pala si è staccato. L'elicottero ha perso l'asse e il pilota non è stato più in grado di controllarlo. Nella caduta ha tranciato i cavi elettrici di bassa tensione più sotto. Quindi è sceso a piombo nel dirupo, schiantandosi poco prima di un ruscello. L'S269c è precipitato da un'altezza superiore ai cento metri e si è ribaltato. Per questo la caduta è stata fatale. Nell'incidente del 25 maggio l'elicottero volava molto più basso.  L'allarme è stato dato dai residenti che hanno visto il velivolo cadere. Sul posto si sono precipitati i sanitari del 118, gli operatori del soccorso alpino, alcuni mezzi dei vigili del fuoco e i carabinieri di Vittorio Veneto e Cison. Difficili le operazioni di soccorso. Attorno al rottame pendevano i cavi tranciati dell'elettricità. I sanitari e i vigili del fuoco hanno impiegato più tre ore per liberare il corpo del pilota che era schiacciato dalla turbina del motore. La salma è stata recuperata intorno alle 13.30 e trasferita nell'obitorio dell'ospedale di Vittorio Veneto dove è avvenuto il riconoscimento. La certificazione del decesso è stata effettuata dal medico legale direttamente tra i vigneti.  L'esatta dinamica dell'incidente è al vaglio dei tecnici dei vigili del fuoco e dello Spisal di Conegliano. Il cavo di sicurezza in acciaio sulla sommità del traliccio è risultato spellato. Segno che è stato toccato dal velivolo. Dovranno essere anche accertate eventualità responsabilità dell'Enel in relazione alla segnalazione del traliccio. «Stiamo sentendo dei testimoni -ha riferito il comandante dei carabinieri Giancarlo Carraro - che confermerebbero le prime ipotesi. Sembra che il pilota abbia toccato accidentalmente i cavi della corrente e abbia perso il controllo del mezzo». L'elicottero è stato sequestrato e resti portati nel deposito Geronazzo di Vittorio Veneto a disposizione dell'Autorità giudiziaria. La zona è stata sgombrata dai rottami alle 15. Sul posto sono intervenuti i tecnici dell'Enel per riparare il guasto alla linea elettrica che ha isolato sei famiglie. Massimo Alocci avrebbe compiuto 37 anni il 10 settembre. Nato a Orbetello, viveva a Porto Santo Stefano. È padre di due bambine. Proprio oggi aspettava l'arrivo della compagna.

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