Il Tirreno

Grosseto

Il caso. Il centro tibetano richiama visitatori da tutto il mondo in ogni stagione

Sull'Amiata il vero motore è Merigar

Fiora Bonelli
<b>MERIGAR</b> Il centro tibetano sull&#146;Amiata
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MERIGAR Il centro tibetano sull’Amiata

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 AMIATA, L'Amiata, quella che fu la terra della villeggiatura per eccellenza fino agli anni '70, adesso ha il fiato grosso. Si contestano metodi e mancanze, ci si fa coraggio, si propongono modelli turistici.  Voglia comune di tratteggiare una via, spesso tortuosa e faticosa, che porti a "vendere" l'Amiata, ma sovente anche delusioni cocenti. Così se da un lato alcuni parlano di "situazione drammatica", destinata a peggiorare ancor più, se non vi si mette mano, dall'altra, invece, altre voci sono più ottimiste. Non manca nemmeno chi crede fermamente di avere scoperto la formula per un'offerta intelligente ed appropriata. E infine esiste, sul Monte Amiata un vero e proprio "motore di ricerca" turistico (oltre che, naturalmente mistico e spirituale) che si chiama Merigar, il centro tibetano che fa da richiamo a un turismo internazionale "alto" che riempie la montagna nei giorni dei ritiri di coloro che a centinaia arrivano da tutte le parti del mondo ad ascoltare gli insegnamenti del maestro Choegyal Namkahai Norbu che 30 anni fa nella Casa Dorata, Serkang, fondò la propria comunità, fra i Poggi di Monte Labbro, il Parco Amiata e la Torre di David e qui fece erigere il Gompa, tempio della grande contemplazione, centro di Merigar, vale a dire "la sorgente", a cui si affratellano la altre "gar", comunità presenti in tutto il mondo. Quest'anno, fra l'altro, a luglio si festeggia il trentennale con grande effervescenza e dunque a centinaia saranno in Amiata. Senza contare i successivi ritiri filosofici e spirituali. In questo senso alberghi e ristoranti gongolano. Lo sottolinea Ugo Pampini, dell'Albergo Aiuole di Arcidosso: «Merigar è un motore, crea un giro significativo, anche di un turismo pregiato e scelto», afferma Pampini. E anche Charlotte Horton, proprietaria del Castello di Potentino di Seggiano, riconosce la funzione di marketing di Merigar: «Abbiamo assoluto bisogno di un rapporto internazionale in fatto di turismo, afferma Charlotte Horton, e bisogna capire che il turista che viene da noi esige un approccio intimo col territorio e Merigar offre tutto questo. E' profondamente dentro l'Amiata e crea un giro significativo». Stessa considerazione la lancia Riccardo Imbasciati dell'albergo "Da Venerio" di Casteldelpiano, che gestisce anche un grande agriturismo: «Da 30 anni Merigar spinge in alto i nostri numeri - afferma Imbasciati - e costituisce una fonte di promozione soprattutto in certi momenti dell'anno». Ma a parte questa nota positiva, per il resto la situazione turismo montano è a più voci. Quasi tutti, comunque, parlano di calo nel mese di maggio: «Colpa della cattiva stagione» afferma Imbasciati, abituato com'è ad avere l'albergo al completo per tutto l'anno e il ristorante pieno zeppo. Ma tutti spiegano che ormai il turista tipo è quello del weekend "lungo".

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