Sicurezza
In crisi anche il turismo balneare
Tiziano Rugi
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SPIAGGIA. Calano le presenze anche al mare Dati preoccupanti dal rapporto Irpet: calano le presenze nei campeggi
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GROSSETO. Il turismo in Toscana torna a crescere nel 2011 con un aumento di 100.000 turisti a giugno rispetto al 2010 e un incremento previsto per luglio e agosto del +1,1%, ma non in modo uniforme. Luci e ombre nel rapporto annuale dell'Istituto regionale della programmazione economica della Toscana. Le difficoltà, infatti, non sono finite per le aree costiere e soprattutto per la montagna. L'estate non sarà facile dunque per la provincia di Grosseto, che nel 2010 aveva registrato un calo di presenze del 3,7%, uno dei risultati peggiori della regione. Buone notizie invece dall'occupazione nel settore dello svago, di nuovo in positivo, seppure solo dello 0,7%. L'Assessore provinciale al turismo Gianfranco Chelini conferma la flessione, ma a preoccuparlo «non è il numero di prenotazioni, quanto dal calo della spesa pro capite dei turisti, segno che gli effetti della crisi sono ancora vivi». Ogni area ha però caratteristiche specifiche. Mare. Secondo il rapporto Irpet «l'area grossetana è un sistema in espansione in temporanea difficoltà per la sua dipendenza al mercato interno e al perdurare della crisi economica». I motivi sono il calo di turisti italiani, più esposti alla crisi, e le nuove abitudini degli stranieri, che tornano a essere la locomotiva del settore, con l'1,6% di crescita, in particolare da Spagna, Paesi Scandinavi, Russia e Brasile. Ma gli stranieri preferiscono le città d'arte e le vacanze culturali, mentre le spiagge e i campeggi tra Capalbio e Follonica perdono i tradizionali turisti della Toscana e del Lazio senza avere benefici dall'inversione positiva degli stranieri. Montagna. È l'area più colpita dalla crisi, con un calo del 6,3% nel 2010 e scarse prospettive per la prossima stagione. L'Amiata vive una crisi decennale. «Siamo al dramma totale - si sfoga Enrico Bracciali, proprietario dell'albergo delle Macinaie - Il calo è notevole, ma il peggio è che le istituzioni sembrano non accorgersene. La colpa non è solo della cattiva stagione, ma l'assenza di marketing sul territorio territorio». Anche Charlotte Horton, proprietaria del Castello di Potentino a Seggiano, è d'accordo: «Oggi il turista è più sofisticato. Ama l'enogastronomia, l'ambiente, la cultura del luogo, l'arte, la storia. Vuole una full immersion nella montagna e noi dobbiamo intercettare questa domanda. E invece, se ad esempio uno straniero vuole venire a visitare il castello di Potentino, non trova neppure un cartello stradale». Il turismo "esperienziale". È considerato la nuova frontiera, legato non solo alla destinazione, ma soprattutto alla motivazione del viaggio. Le previsioni in questo settore sono in controtendenza: più 4.9% nel bimestre luglio-agosto, pari a 32mila presenze. Gli operatori si sono accorti della crescente richiesta di intrattenimento dei turisti e investono sull'enogastronomico, lo sport e l'ambiente. La speranza è di rilanciare l'economia dello svago sfruttando su questi "prodotti particolari", di cui la provincia di Grosseto ha un'offerta varia: dalle terme agli agriturismi in campagna, alle riserve ambientali sulla costa fino ai centri sportivi per il surf, la vela e quattro campi da golf allestiti in Maremma. Un dato su tutti è la crescita dei servizi termali pari al 7,5% con un picco, sempre secondo l'Irpet, dell'8,3% per gli stranieri. «Se il turismo è sopravvissuto - tira le somme Chelini - è grazie alla capacità di adattarsi alle nuove esigenze dei turisti, cui cerchiamo di andare incontro, come dimostra la novità di quest'anno: il collegamento wireless in tutte le stazioni balneari».
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