Sicurezza
Rinviato a giudizio dopo lo scontro mortale
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INCIDENTE I rilievi dei carabinieri sul luogo dello scontro Nell'incidente aveva perso la vita un ciclista australiano
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ROCCATEDERIGHI. Stephen Anthony Hart, cittadino australiano in vacanza in Maremma con un gruppo di amici, era morto a 55 anni la mattina del 28 giugno dell'anno scorso. Percorreva in bicicletta la strada provinciale 19 di Montemassi: fatale fu uno scontro con un'auto. Il conducente della Renault Scenic, Paolo Mangiaracina, 46 anni, abitante a Roccatederighi, è stato adesso rinviato a giudizio per omicidio colposo: il giudice dell'udienza preliminare Pietro Molino ha fissato l'inizio del dibattimento per il 24 ottobre. Secondo l'imputazione, Mangiaracina non avrebbe tenuto la destra e avrebbe invaso la corsia opposta, proprio mentre - al km 19,2, località Casetta Muratori - stava transitando la bici da corsa marca Felt condotta da Hart. Ma anche quest'ultimo avrebbe violato il codice della strada, perché non avrebbe a sua volta tenuto la propria destra. Per le conseguenze dell'urto, il ciclista era stato caricato sul cofano della Scenic (il parabrezza era andato in frantumi) e quindi sbalzato sull'asfalto. Era morto immediatamente. Mangiaracina aveva dichiarato all'epoca di aver visto il ciclista all'ultimo momento, di aver cercato di schivarlo e che Hart era stato verosimilmente ucciso dal telaio della bici. Il dibattimento davanti al giudice Compagnucci dovrà far luce sulla reale dinamica dell'incidente e sulle responsabilità. Agli atti vi è già la consulenza dell'ingegner Guidetti incaricato dal sostituto procuratore Giuseppe Coniglio, cui si oppongono le conclusioni degli esperti individuati dalla difesa (Mangiaracina è assistito dagli avvocati Ulderico Brogi e Marco Festelli). La famiglia di Hart si è costituita parte civile nel procedimento con l'avvocato Paolo Ceciarini.
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