Trasporti
Follonica. Tragico episodio nel mare davanti a Pratoranieri: due ore per recuperare il corpo
Immersione fatale per un ottantenne
Paola Villani
Leonardo Salvatore è morto per asfissia, forse a causa della zavorra
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FOLLONICA. Da un anno non indossava più la muta, ma ieri mattina aveva deciso di tuffarsi nuovamente. Quell'immersione gli è stata fatale. Leonardo Salvatore, classe 1930, era tornato a Follonica, dove aveva vissuto in passato, da Bologna, forse proprio per la sua passione: il mare. Ma ieri proprio il mare lo ha restituito ai suoi cari privo di vita. L'uomo era nel tratto di spiaggia libera accanto al bagno Nettuno a Pratoranieri, insieme ad un'amica cinquantenne di origini orientali; verso le 11 ha indossato di nuovo la muta per pescare, come faceva ogni mattina l'estate scorsa, nello specchio di acqua non molto distante dalla riva all'altezza delle barriere soffolte.
Aveva con sé, oltre la muta, le pinne e il fucile, anche i tipici pesi che aiutano i sub a rimanere nei fondali. Non aveva invece il pallone che serve a segnalare la presenza in acqua dei sommozzatori. L'uomo è deceduto per asfissia, probabilmente l'affaticamento dovuto a quelle zavorre, che anche se giuste per il suo peso corporeo, lo hanno fatto stancare troppo costringendolo sott'acqua. «Lo avevo visto entrare in mare, tra l'altro lo stavo controllando perché vedevo che si immergeva e tornava su a distanza di pochi minuti - racconta Luca, il bagnino della Geo Mare che in quel momento presidiava la torretta del salvataggio -. Dopo le undici e mezzo è venuta da me la sua amica preoccupata perché l'uomo non era ancora tornato in spiaggia. Prima ho controllato con il binocolo, non vedendolo, e ho allertato i vigili urbani e poi sono entrato in mare con il pattino di salvataggio». Ed è stato proprio lui a trovarlo: il giovane bagnino è rimasto scioccato dall'accaduto, visibilmente amareggiato per ciò che era successo. Subito dopo stava sulla battigia a dar spiegazioni ai suoi superiori e alle forze dell'ordine: pur non avendo nessuna colpa per lui è stata davvero una brutta esperienza. Quando l'assistente sociale, chiamata dal sindaco Eleonora Baldi presente anche lei sul luogo dell'incidente, stava accompagnando l'amica di Salvatore all'ombrellone, Luca è andato ad abbracciarla per confortarla.
Ci sono volute quasi due ore per portar via il cadavere dal fondo del mare: prima l'attesa del via libera della magistratura, poi il difficile recupero del corpo che è stato trasportato, con dei teli utilizzati per coprire le barche, fuori dall'acqua sino allo scivolo di alaggio del bagno Nettuno. Il sindaco dopo aver avuto il numero ha chiamato la figlia di Salvatore che abita a Bologna, per darle la triste notizia. Sul posto la capitaneria di porto, al comando di Rossano Giannoccaro, volontari della guardia costiera ausiliaria e vigili urbani, oltre al sindaco.
Aveva con sé, oltre la muta, le pinne e il fucile, anche i tipici pesi che aiutano i sub a rimanere nei fondali. Non aveva invece il pallone che serve a segnalare la presenza in acqua dei sommozzatori. L'uomo è deceduto per asfissia, probabilmente l'affaticamento dovuto a quelle zavorre, che anche se giuste per il suo peso corporeo, lo hanno fatto stancare troppo costringendolo sott'acqua. «Lo avevo visto entrare in mare, tra l'altro lo stavo controllando perché vedevo che si immergeva e tornava su a distanza di pochi minuti - racconta Luca, il bagnino della Geo Mare che in quel momento presidiava la torretta del salvataggio -. Dopo le undici e mezzo è venuta da me la sua amica preoccupata perché l'uomo non era ancora tornato in spiaggia. Prima ho controllato con il binocolo, non vedendolo, e ho allertato i vigili urbani e poi sono entrato in mare con il pattino di salvataggio». Ed è stato proprio lui a trovarlo: il giovane bagnino è rimasto scioccato dall'accaduto, visibilmente amareggiato per ciò che era successo. Subito dopo stava sulla battigia a dar spiegazioni ai suoi superiori e alle forze dell'ordine: pur non avendo nessuna colpa per lui è stata davvero una brutta esperienza. Quando l'assistente sociale, chiamata dal sindaco Eleonora Baldi presente anche lei sul luogo dell'incidente, stava accompagnando l'amica di Salvatore all'ombrellone, Luca è andato ad abbracciarla per confortarla.
Ci sono volute quasi due ore per portar via il cadavere dal fondo del mare: prima l'attesa del via libera della magistratura, poi il difficile recupero del corpo che è stato trasportato, con dei teli utilizzati per coprire le barche, fuori dall'acqua sino allo scivolo di alaggio del bagno Nettuno. Il sindaco dopo aver avuto il numero ha chiamato la figlia di Salvatore che abita a Bologna, per darle la triste notizia. Sul posto la capitaneria di porto, al comando di Rossano Giannoccaro, volontari della guardia costiera ausiliaria e vigili urbani, oltre al sindaco.
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