Il Tirreno

Grosseto

Erotismo alla romana

<b>EROTISMO </b>Il frammento di lucernaio nel quale &egrave; dipinta una scena conviviale a luci rosse
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EROTISMO Il frammento di lucernaio nel quale è dipinta una scena conviviale a luci rosse

Dagli scavi di Alberese emergono pitture "a luci rosse"

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 GROSSETO. Una scena erotica in bassorilievo sul frammento di un lucernario. Un uomo chinato su un letto romano che sta consumando un rapporto sessuale (l'incisione però non è completa). È una delle ultime scoperte archeologiche compiute allo Scoglietto.  Ritrovamento opera dei ricercatori della Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana, in attesa di iniziare la terza campagna di scavi all'interno del Parco della Maremma. Se ne parla già su Facebook, alternando battute e sorrisi a considerazioni storiche. «Il frammento - spiega l'archeologo Alessandro Sebastiani - proviene dalla ripulitura delle vecchie aree di scavo durante la fase di allestimento del futuro cantiere archeologico. Siamo rimasti sorpresi dal ritrovamento ma non vi è dubbio su cosa si volesse rappresentare. D'altra parte sull'arte erotica antica esiste ampia documentazione e reperti ben più significativi». Qui, sul promontorio dello Scoglietto, ad Alberese, durante campagne di scavi organizzate dalla Soprintendenza, è emersa - tra il 2009 e il 2010 - un'area sacra di età romana, databile tra il II e il III secolo d.C. Si tratta di un santuario dedicato a Diana Umbronensis, la dea latina delle selve, protettrice del vicino fiume Ombrone. Un ritrovamento di grande interesse archeologico che, nei prossimi giorni, sarà ulteriormente approfondito con una nuova campagna di scavi. Dal sottosuolo, nell'agosto del 2010, oltre al basamento di un complesso religioso di circa 350 mq, emersero reperti in straordinario stato di conservazione. Dal deposito votivo le offerte dei fedeli (una decina di monete), un bronzetto devozionale raffigurante un cane, due fiale in vetro, un vago di collana in pasta vitrea, una trentina di lucerne in terracotta (2 integre) e soprattutto tre statue, alte una settantina di centimetri.  Scoglietto si trova lungo la strada che conduce a Marina di Alberese, nel Parco della Maremma. Queste scoperte sono considerate, dagli addetti ai lavori, le più significative compiute in Toscana negli ultimi trent'anni e confermano come la zona del Parco ospitasse, in epoca romana, un florido e strutturato insediamento che non fungeva solo e semplicemente da punto di smercio per i prodotti provenienti dal Mediterraneo. Lo scavo - che quest'anno ha perso il finanziamento del Monte dei Paschi di Siena - è organizzato, dalla Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana in collaborazione con il Comune di Grosseto, l'Ente Parco, l'Azienda agricola di Alberese, Pro Loco Alborensis, il Consorzio di bonifica e l'associazione culturale Progetto archeologico Alberese. La direzione scientifica è affidata a Mario Cygielman con Elena Chirico, Matteo Colombini e Alessandro Sebastiani coordinatori dei lavori sul posto. Ai primi di giugno è stata avviata la ripulitura della precedente area di scavo nell'area dei templi romani e proprio qui, tra un livello e l'altro di terra rossastra, è emerso il frammento con la scena erotica, subito inventariato. Ad agosto e settembre invece gli scavi proseguiranno nell'area dello Spolverino, per scoprire altri dettagli dell'antico porto di cabotaggio di Roselle. La zona si trova a un km circa da Scoglietto, a due passi dall'Ombrone. Vi lavoreranno gli studenti della Summer School.

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