Il dolore
Tanti in piazza con i senza casa
Lorenzo Santorelli
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31 MAGGIO Le famiglie ospitate a Casa Betania lasciano gli alloggi Idv, Arci e Sel alla manifestazione di domani
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GROSSETO. Le famiglie sfrattate da Casa Betania domani non manifesteranno da sole. Grazie all'eco ottenuto dalla triste vicenda di Donya, la giovane egiziana che ha perso il figlio dopo aver dormito per sedici giorni in macchina, i tanti cittadini stranieri e italiani finiti nel guado del disagio abitativo avranno al loro fianco anche partiti e associazioni. Le prime adesioni al corteo che partirà alle 10 dalla Prefettura alla volta del Comune sono arrivate da Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori e Arci. «Il rispetto verso la tragedia ci impone di evitare toni urlati che certo non contribuiscono a risolvere il problema - premette l'Arci - quando si parla di emergenza abitativa, diventa particolarmente difficile affrontare la questione perché si rischia, come in questo caso, di concentrarsi sul singolo caso e perdendo di vista il quadro complessivo; esiste una lista di accesso agli alloggi costruita in base alla condizione economica e familiare di ogni singolo cittadino richiedente». Da qui il monito a evitare di «prospettare soluzioni che, per rispondere all'emergenza, esulino dalla legalità. Questa prassi rischia di accrescere ulteriormente il disagio e la sensazione di disparità di trattamento tra i cittadini». Per far fronte al disagio occorre «attuare prima di tutto politiche di prevenzione e non solo azioni mirate ad affrontare le emergenze in corso» e l'Arci, che si dice disposta a fare la sua parte, invita «Comune, Coeso-SdS, Asl, Curia e mondo del volontariato cattolico e laico a lavorare soprattutto in questo senso». Una sinergia tra i soggetti coinvolti partendo da una proposta concreta e a breve termine. «Si faccia un pensiero anche alla stesura del nuovo Regolamento Urbanistico e si inserisca nella contrattazione con i costruttori la realizzazione e la consegna chiavi in mano di alloggi sociali che risolvano l'emergenza casa». «Siamo preoccupati per le situazioni di emergenza abitativa in continuo aumento, in un contesto in cui i Comuni vengono letteralmente affamati dal Governo centrale - dice Roberto Papi, responsabile immigrazione Idv Toscana - il dato relativo al taglio dei trasferimenti statali per le politiche sociali nella nostra regione, equivale a circa il 77 per cento nell'arco di tre anni. Dai 68 milioni circa del 2008 si è passati ai 15,9 milioni previsti per il 2011. L'azione dell'attuale Esecutivo è quella di relegare il Terzo settore in una sfera puramente assistenzialistica, a sfondo caritatevole». «Nonostante la toscana si sia impegnata a promuovere tagli non lineari per salvare i fondi destinati al sociale - aggiunge Mariella Valenti, responsabile regionale dell'Idv - è urgente un comunione d'intenti per trovare una sistemazione per le sei famiglie di Casa Betania». «Siamo stati contattati da alcune di queste famiglie - dicono i neoconsiglieri comunali di Sel Davide Buzzetti e Cristina Citerni - e come ci hanno chiesto parteciperemo alla manifestazione per dimostrare la nostra vicinanza e per sollecitare la maggioranza che governa questa città, e in primis il sindaco, a percorrere tutte le strade possibili. Crediamo che tutte le istituzioni debbano fare ammenda di quanto accaduto, senza trincerarsi dietro le procedure burocratiche. Auspichiamo una maggiore attenzione alle situazioni di povertà e di solitudine che troppo spesso rimangono inascoltate».
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