Finanza
Soppressa una corsa per Siena
Fiora Bonelli
◗
TIEMME Soppressa la corsa pomeridiana da Arcidosso a Siena Infuriati i sindaci: un taglio grave e ingiustificato
3 MINUTI DI LETTURA
ARCIDOSSO. I servizi dell'Amiata sempre più al massacro. Dopo le poste, le scuole, le cabine telefoniche Telecom forse in smobilitazione, dopo fallimenti e crisi di aziende come il caseificio di Stribugliano o come la ristrutturazione di Amtec amiatina, ora è la volta di Tiemme. La società ex Rama, infatti, ha soppresso la linea pomeridiana Arcidosso-Siena, con alcune tratte secondarie, una linea usata soprattutto da studenti e pendolari. «Dovevano essere soppressi 3.000 chilometri di tratta - commenta furioso il presidente della Comunità Montana grossetana, Franco Ulivieri - e dove si sopprime? Sul Monte Amiata. E poi senza sapere le motivazioni e chi l'ha deciso». Ulivieri è davvero infuriato. Esce da una riunione, tenuta martedì pomeriggio con alcuni rappresentanti sindacali e lavoratori di Tiemme amiatina, a cui hanno partecipato anche i sindaci di Casteldelpiano (Franci), di Arcidosso (Landi), i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Santa Fiora, Castell'Azzara e Abbadia San Salvatore. E tutti sono dell'avviso che questo taglio è insopportabile e insostenibile e vada stoppato, anche se non mancano forti preoccupazioni: «Sono preoccupatissimo - afferma Claudio Franci - e tutti vogliamo che siano portati degli aggiustamenti. E in attesa di un progetto di vasto respiro, chiediamo a gran voce il ripristino della linea Arcidosso-Siena». Il sindaco Emilio Landi spiega che «la mancanza di finanziamenti per il trasporto ricade, a cascata, dal ministero alla regione, alle province. Ma questo non giustifica il fatto che sia sempre l'Amiata a dover pagare. Senza considerare il fatto che la montagna amiatina è sul confine fra due province, Siena e Grosseto: «Bisogna stare bene attenti a ciò che si fa - afferma Landi - Tagliando un pezzo di tratta in una provincia, si isola subito l'altra parte di versante. Le province, in questo caso, devono essere considerate insieme». Intanto non si sta con le mani in mano, perché in una montagna già duramente penalizzata nella viabilità (si sta ancora puntando all'obiettivo della ristrutturazione completa del Cipressino), si rischia l'isolamento perfetto senza servizi di pulmann verso Siena-Firenze. «Entro pochissimo - spiega Ulivieri - gli operatori di Tiemme, competenti in materia, ci daranno indicazioni per un piano adeguato di servizi di trasporto fondamentali. Un piano che sia anche solidaristico, viste le condizioni in cui si trova la nostra montagna. Subito dopo ricevute le loro indicazioni, andremo a un incontro con le province di Grosseto e di Siena e poi a un confronto con Tiemme, per capire il perché di questi tagli selvaggi». «Noi - conclude Ulivieri - possiamo anche essere d'accordo di togliere qualche ramo secco, magari qualche segmento che non viene mai utilizzato, ma vogliamo discuterne, sottoporre il nostro piano al vaglio di Tiemme e non trovarci nella condizione di subire decisioni prese altrove, sempre sulla testa, senza che ne siamo messi minimamente al corrente». «Da tempo - sottolinea Ulivieri - vado dicendo con forte preoccupazione che con le fusioni e gli allargamenti societari si sta perdendo il controllo e la possibilità di confronto con le cabine di regia che sono sempre più distanti dall'Amiata. E questo è uno dei tanti esempi di cosa ci può succedere».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
