Il dolore
Ora scoppia la grana del terreno
Francesca Gori
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PROPRIETARIO Maurizio Favilli I suoli intorno al corpo fabbrica sono ancora dell'azienda fallita
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GROSSETO. Un terreno che è rimasto di proprietà di un'azienda fallita, sul quale ci sono due ipoteche di Equitalia che per ora non può essere toccato nemmeno per coltivarci un orticello. È quello che si trova dietro la Mabro, la fabbrica di abbigliamento in via Senese. Su quel terreno, che era di pertinenza del capannone di via Senese, venduto all'asta per quattro milioni e settecentomila euro, ci sono soltanto un bombolone di gpl che serve per il riscaldamento dell'azienda e una centralina dell'Enel. Il resto è rimasto lì, esattamente come quando la fabbrica ha aperto i battenti. E su quel terreno, almeno per ora, non c'è niente da fare. Potrebbe essere venduto per ripagare una parte dei creditori. Non può essere utilizzato da Abbigliamento Grosseto, la società guidata dal prtatese Andrea Barontini che sta lavorando al rilancio dell'azienda. Quel terreno, infatti, è della Mabro spa, la società di Favilli, Benassi e Bosco. E su quel terreno, ci sono non una ma due ipoteche. La prima, fu messa da Equitalia prima dell'atto di pignoramento. Il terreno era diviso in due parti. Una, quella edificabile, l'atra invece, di pertinenza dell'immobile che fu poi messo all'asta e acquistato da Movies spa, diventata poi Royal Tuscany. Un terreno che però al catasto aveva rendita zero. E che quindi, non poteva essere messo all'asta da Equitalia. Non avrebbe reso nemmeno un euro, nemmeno se qualcuno avesse avuto qualche appetito su quel fazzoletto di terra che si estende dietro la fabbrica delle vestaglie azzurre. Quel terreno è stato lasciato fuori dalla procedura, quindi, perché era a rendita catastale zero. Ma è comunque completamente vincolato al fallimento di Mabro spa. Equitalia infatti, su quella particella senza alcun valore ha posto un'ipoteca. E il curatore fallimentare della società dovrà ora capire come fare a far fruttare quel terreno e a rimettere un po' di soldi nel fallimento, per pagare i creditori. Quello che è certo è che su quel terreno insiste un'ipoteca da parte di Equitalia. Se sarà venduto, se andrà all'asta, i soldi serviranno a mettere un'altra toppa al debito maturato con l'Inps e poi preso in carico da Equitalia. Nei giorni scorsi, pare che quel terreno avesse suscitato gli appetiti di qualcuno. Appetiti che però devono fare i conti con una situazione quanto mai paradossale: quella di un fazzoletto di terra che non ha alcun valore ma che non può essere utilizzato. Che è indisponibile perché appunto vincolato da un'ipoteca che è rimasta lì, in attesa di tempi migliori. In attesa, almeno, che al catasto ad esempio venisse svincolato dalla destinazione di pertinenza e che potesse quindi acquistare un po' di valore. Ora, l'immobile è stato preso in affitto da Abbigliamento Grosseto, la società di Andrea Barontini. Affitto sul quale pende la promessa d'acquisto, con il riscatto delle annualità pagate. Chi e quando acquisterà l'immobile della fabbrica delle vestaglie azzurre dovrà fare i conti comunque con quel terreno che confina, senza nemmeno una rete a separarlo, con il retro dell'azienda. Nemmeno una striscia di quel terreno infatti fa parte del lotto acquistato all'asta da Movies spa, poi diventata Royal Tuscany e ora arrivata, dopo tutte le vicende dell'ultimo anno, al concordato preventivo.
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