Il Tirreno

Grosseto

Dati choc della Cna: in 3 anni fatturato sceso di 250 milioni di euro

L'artigianato che non c'è più Maremma fanalino di coda

Enrico Pizzi
L'artigianato che non c'è più Maremma fanalino di coda

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Quasi 250 milioni di euro di fatturato persi dal 2005 al 2010, oltre 75mila euro persi solo tra il 2009 e il 2010, con un calo del 18,8 per cento nell'ultimo anno. Sono le cifre choc del rapporto Trend Grosseto con cui la Cna fotografa l'ennesima annata negativa per l'artigianato in Maremma, che è diventata maglia nera per tutto il settore in Toscana. Il direttore provinciale della Cna, Renzo Alessandri riassume la questione in poche parole: «L'Italia - dice - cresce meno e più lentamente degli altri Paesi europei, la Toscana, con un sistema produttivo già in crisi prima della crisi, cresce meno dell'Italia e la nostra provincia, cresce, se possibile, ancora di meno».  Così, se nel complesso l'economia grossetana, pur nella crisi, tiene meglio di quella di altri territori italiani e toscani, questo non vale per l'artigianato grossetano che mostra preoccupanti segnali in controtendenza.  Una slide, in particolare, tra quelle proiettate e commentate nella sede della Cna da Andrea Manuelli, che ha curato la supervisione scientifica dello studio, rende evidente il baratro nel quale l'artigianato grossetano si è infilato negli ultimi sei anni. Dal 2005 al 2007 il fatturato del comparto edilizio artigiano è passato da 324 a 156 milioni di euro mentre il fatturato complessivo dell'artigianato è passato da 572 a 323 milioni di euro. In pratica «nel 2010 il fatturato dell'edilizia risulta dimezzato, inoltre - commenta Manuelli - strana e triste coincidenza, lo stesso fatturato che oggi è prodotto da tutto l'artigianato provinciale, nel 2005 poteva essere ottenuto dalla sole costruzioni artigiane».  E tra l'altro proprio il dimezzamento del fatturato dell'edilizia è alla base della contrazione dei fatturati di tante altre imprese del comparto artigiano che fanno parte dell'indotto dell'edilizia e trascina in basso il dato complessivo portandolo a un -18,8% che dà all'artigianato grossetano.  Se l'edilizia piange, non ride nemmeno quello dei servizi, che rappresenta il 23,2% dell'intero valore dell'artigianato grossetano e perde il 15% del fatturato rispetto al 2009, passando da 88 a 74 milioni di euro. Sono più contenute le perdite nel manifatturiero che limita i danni con una flessione lieve nel settore alimentare (-1,9%) ed una ripresa nel settore legno/mobili (+18,4%), mentre scende la metalmeccanica (-15,1%) che è la principale responsabile del segno negativo sul manifatturiero. Non è solo il fatturato a scendere. Il rapporto Trend mostra, tra il 2009 e il 2010, una riduzione complessiva delle retribuzioni (-15,3% pari a una perdita di curca 6,3 milioni di euro), dei consumi (-4,9%) e degli investimenti (-19,9%, pari ad un calo di 2,7 milioni di euro). Alessandri evidenzia anche la preoccupazione per i consumi interni che ristagnano e le vendite al dettaglio che sono ferme: «non riparte - dice - la "domanda domestica" con ricadute sul commercio, sulle costruzioni e anche sul turismo».  A preoccupare di più è il fatto, poi, che non si scorgano, all'orizzonte, segnali di ripresa, come invece si cominciano a intravedere nel resto della Toscana dove la situazione, pure non rosea, ne mostra alcuni: una chiusura del 2010 in recupero, con il secondo semestre migliore del primo e la ripresa degli investimenti. Di tutto questo, a Grosseto, nemmeno l'ombra.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini