Il Tirreno

Grosseto

Secondo una prima indagine Cna le imprese sono esposte per 3,2 milioni di euro

«Duecento posti nelle aziende locali a rischio con la crisi di Consorzio Etruria»

<b>MONTELUPO</b> Villa Salingrosso a Sammontana sede del Consorzio Etruria
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MONTELUPO Villa Salingrosso a Sammontana sede del Consorzio Etruria

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 GROSSETO. Due giorni di sondaggi casarecci, fatti al telefono e con il passaparola, tra le aziende grossetane che lavorano per conto del Consorzio Etruria, e già la situazione che emerge è da allarme rosso, con un'esposizione di circa 3,2 milioni di euro e 200 posti di lavoro a rischio.  La Cna ha avviato il monitoraggio sulla situazione delle imprese locali che potrebbero essere coinvolte della crisi del Consorzio Etruria e «ieri (martedì, ndr) - ha detto il direttore Renzo Alessandri - ci è arrivata la segnalazione di 18 aziende, per lo più di installazione impianti e edili, con circa 200 dipendenti in tutto e che sono esposte, con il Consorzio Etruria, per 3,2 milioni. Ma approfondiremo il monitoraggio e la situazione potrebbe essere anche peggiore».  Alessandri ricorda che il Consorzio ha chiesto il concordato preventivo, pur continuando nell'attività aziendale, ma «sebbene i termini del concordato - dice - non siano ancora definiti, si parla di una proposta del 20-25% da liquidare subito ai creditori e la rimanenza, garantita dal patrimonio immobiliare del Consorzio, che dovrebbe essere liquidata con gli utili che l'azienda realizzerà nei prossimi cinque anni». Ma le banche aspetteranno? La preoccupazione è che la crisi del Consorzio finisca per travolgere anche queste piccole aziende artigiane e «magari ci si preoccupa, giustamente - dice Alessandri - dei 300 e passa dipendenti del Consorzio Etruria, ma non ci si preoccupa dei 200 e più dipendenti delle imprese artigiane coinvolte». La Cna, dunque, chiederà alla Provincia l'apertura di un tavolo di crisi. Intanto, la Regione ha predisposto un piano con cui, attraverso Fidi Toscana, garantirà gratis, fino all'80% e per un massimo di un milione di euro, le aziende dell'indotto dei due gruppi industriali in crisi - Consorzio Etruria e Btp di Firenze - che sono esposte con le banche. «È già qualcosa - commenta Alessandri - ma è una pezza». (e.p.)

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