Il Tirreno

Grosseto

Gli imprenditori preferiscono lo scoperto di conto

Aziende e credito finanziamenti più corti

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 GROSSETO. «Il denaro in Toscana costa più che in Italia e in Maremma di più ancora», dice il direttore della Cna, Alessandri, ma cosa ne pensano gli artigiani e i piccoli imprenditori grossetani del credito? La Cna è andata a chiederlo direttamente a loro.  Il rapporto dell'artigianato grossetano con la finanza è in linea con quello del resto della Toscana, dove il 70% dell'indebitamento è a breve termine, mentre solo il 30% è a lungo termine. Anzi i nostri imprenditori sembrano amare poco le linee di finanziamento a lungo termine. Il 45%, infatti, sceglie lo scoperto di conto e il 36% l'anticipo delle fatture, mentre solo il 15% ricorre a muti per finanziare la liquidità e solo il 4% lo fa per investire. Sul costo del denaro, la sensazione diffusa è che sia aumentato in modo rilevante per il 55% delle imprese intervistate e in modo lieve per il 36%. Solo il 9% non si lamenta, probabilmente perché si tratta di una fetta di aziende che ha un qualche potere di contrattazione con gli istituti bancari. Le banche, d'altra parte, probabilmente complici le regole di Basilea II sul rating, risultano interessate al progetto imprenditoriale solo nel 5% dei casi, ma sono invece molto interessate alla regolarità dei pagamenti fatti e ricevuti dall'azienda (32%), alla solidità patrimoniale dell'azienda (30%), alle garanzie che può offrire (22%) e alla sua redditività (11%), tutti fattori che, appunto, incidono sul rating dell'azienda, sulla sua affidabilità e, di conseguenza, sul costo del denaro.  Curioso e significativo che tra gli artigiani emerga una richiesta di maggiore informazione sul credito. Addirittura il 76% degli intervistati dice di non avere informazioni adeguate e di volerne avere, solo il 21% appare soddisfatto e c'è un 3% che dice di non avere informazioni, ma di nomn essere interessato ad averne. E.P.

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