Finanza
Spaccio di droga, tre arresti
Federico Lazzotti
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INDAGINE. Eseguita dai carabinieri di Orbetello Scoperta una rete di compravendita. Nei guai anche due marittimi
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ORBETELLO. Nel paradiso dello spaccio non si pagava in euro ma in "curriculum". Era questo - secondo i carabinieri - il codice della rete di spacciatori, basisti e corrieri che riforniva parte dell'Argentario di hashish e cocaina. Tre gli arresti eseguiti ieri mattina all'alba, altre quattro persone, invece sono indagate ma una di queste è stata raggiunto dall'avviso di garanzia in carcere. Al centro dell'organizzazione, secondo gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi, c'era Fabio Alocci, 40 anni, di professione marittimo e il collega Andrea De Piccoli, 31, originario di Terni, ma che da anni vive a Porto Santo Stefano con la fidanzata, Tiziana Schiano, cameriera di 38 anni, anche lei arrestata e trasferita ai domiciliari. L'indagine ha preso il via a metà febbraio quando alla stazione di Orbetello i carabinieri arrestarono Pietro Villino, 31 anni, e Sara Bausani, 27. Vennero trovati in possesso di una trentina di grammi di cocaina. I due - durante l'interrogatorio - dissero che erano di ritorno da un viaggio a Ladispoli. «Dagli accertamenti che abbiamo effettuato nei giorni successivi - spiegano gli investigatori - abbiamo constato che i due ragazzi erano seplicemente dei corrieri che agivano per nome e per conto di Fabio Alocci». Dalle intercettazioni telefoniche sarebbe emerso - si legge nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Pietro Molino - un fiorente traffico di sostanze stupefacienti, in particolare hashish e cocaina. Due i canali che la rete argentarina aveva aperto per portare in Maremma la droga: l'hashish - secondo la ricostruzione dei militari - veniva acquistato a Roma da Andrea De Piccoli quasi ogni settimana e poi rivenduto al dettaglio anche grazie al lavoro della fidanzata che faceva da pusher. Dell'acquisto della cocaina, invece, si sarebbe accupato Antonio Direse, 33 anni, già in carcere per essere stato arrestato lo scorso 30 aprile con più di un etto di polevere bianca mentre tornava dalla provincia di Foggio. Era la Puglia, il luogo dove Direse avrebbe fatto acquisti. Quando poi la droga arrivava all'Argentario sarebbe stato lo stesso trentatreenne a gestirla. Ma un ruolo fondamentale nella gestione e nello smistamento di cocaina e hashish l'avrebbe avuto sempre Fabio Alocci. Scrivono i carabinieri: «Seppur in assenza di contatti diretti per l'approvvigionamento dello stupefacente, ha sempre e comunque gestito il traffico e garantito la disponibilità di droga ai clienti». Nel corso dell'indagine sono stati effettuati sequestri di svariate dosi di cocaina e hashish. Come nel marzo scorso quando a casa di una barista portercolese di 38 anni, pure lei indagata nell'inchiesta, venne trovato oltre mezzetto tra hashish e marijuana. Nei guai a causa dell'indagine "Curriculum" sono finiti anche un commerciante di Roma di 41 anni e un parrucchiere di Foggia di 38. Entrambi accusati di essere i ganci attraverso i quali i corrieri argentari andavanonella capitale e in Puglia per fare acquisti e poi tornare alla base e vendere al dettaglio le dosi che consentivono un giro d'affari di migliaia di euro a settimana. Oggi gli indagati compariranno davanti al giudice per gli interrogatori di garanzia.
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