Attenzione
Gli uomini della Procura della Repubblica in Comune a Castiglione per il David e lAlleluja
Sequestrati gli atti delle Rta
Enrico Giovannelli
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DAVID. Due immagini dei lavori in corso a Poggio dOro Presi 29 faldoni sulla trasformazione in appartamenti
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CASTIGLIONE. Terremoto all'ufficio urbanistica di Castiglione. Lunedì mattina una squadra di agenti della procura di Grosseto accompagnati da un paio di consulenti pubblici, con un vero e proprio blitz, si sono presentati al sindaco. Dopo i convenevoli si sono fatti accompagnare all'ufficio tecnico e hanno portato via la bellezza di 29 faldoni. Un'operazione anche questa impegnativa a quanto si dice, che ha richiesto "l'aiuto" di un intero fuoristrada per caricare l'enorme quantità delle pratiche sequestrate. Tutte riguardanti gli atti inerenti le trasformazioni urbanistiche degli Hotel David e Alleluja, passati da Rta, residenze turistiche alberghiere, tramite una variante molto contestata in consiglio comunale, ad appartamenti. Non era la prima volta, a quanto pare, che gli inquirenti dell'ufficio indagini della procura si erano recati al Comune di Castiglione per avere chiarimenti su questi atti: nella prima occasione gli investigatori avevano però preso solo alcuni documenti legati all'affare con la Btp, la società di costruzioni Baldassarri-Tognozzi-Pontello, a cui materialmente sono state poi affidate le trasformazioni. Società, la Btp, legata al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, attraverso quella che una volta era la sua banca, il Credito Cooperativo Fiorentino, di cui proprio Verdini era presidente fino alle sue stesse dimissioni della scorsa estate, dopo che era stato indagato all'interno dell'inchiesta sulla cosiddetta P3. A far mettere gli occhi su queste varianti molto probabilmente sono state le tante "chiacchiere" scaturite appunto dalle polemiche politiche. Un affare complicato quello delle trasformazioni, fortemente voluto dal sindaco Monica Faenzi, che tanto aveva fatto parlare negli scorsi mesi nel comune costiero, e costato il "licenziamento" di ben due assessori: Stefano Donati e Aldo Iavarone, che si erano dissociati da questa delibera. Entrando in aperto conflitto con la maggioranza, e "costretti" a chiudere anzitempo l'esperienza amministrativa. Era stato invece lo stesso sindaco e onorevole, insieme all'assessore all'urbanistica Giulio Ciabatti, e al capo dell'ufficio tecnico l'architetto Claudio Gariboldi a "studiare" questa variante. Gli ex amministratori hanno sempre sostenuto la bontà del cambiamento di strategia urbanistica. Proprio la Faenzi e lo stesso Ciabatti spiegavano infatti che «I benefici, attuando queste trasformazioni, a differenza di quello che accadeva in altre amministrazioni, questa volta andranno in tasca ai cittadini castiglionesi». «Questo è un processo di cambiamento nel nostro territorio che l'amministrazione sta portando avanti con equilibrio e trasparenza, ma che l'opposizione si ostina a non ascoltare». E lo stesso sindaco ricordava «Con questo modo di fare, con "il principio della compensazione", il Comune introiterà milioni di euro, e tante famiglie potranno avere una casa a prezzi calmierati, considerando che i costruttori si sono impegnati a vendere una parte delle nuove abitazioni come prima casa ai residenti». In sostanza la trasformazione delle Rta era "obbligata" ad un pagamento di un dazio da parte dei beneficiari, che ricadeva in buona sostanza sui cittadini castiglionesi. Il Partito Democratico era sempre stato contrario a questo tipo di trasformazioni, ricordando che esistono altri metodi per favorire la costruzioni di prime case, come appunto la legge 167, il Peep, progetti di edilizia economica popolare, sempre usati nelle passate amministrazioni di centrosinistra.
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