Il Tirreno

Grosseto

Aborto, le indagini

Mohamed rifiutò un alloggio

<b>EGIZIANO.</b> Mohamed
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EGIZIANO. Mohamed

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 GROSSETO. In attesa di sapere quando verrà dimessa dall'ospedale Donya, la giovane madre egiziana che ha perso il bambino all'ottavo mese di gravidanza dopo aver dormito sedici giorni in macchina, e quali novità emergeranno dall'inchiesta scaturita dalla denuncia del marito Mohamed, dai servizi sociali trapelano alcune indiscrezioni che ricostruiscono i passaggi di questa triste vicenda. A partire da ottobre 2009 quando Mohamed Fathy fece per la prima volta domanda per l'emergenza abitativa ma, sostengono gli assistenti, non poté accedere alla graduatoria perché risultava residente da meno di due anni. Nonostante questo gli vengono concessi dei contributi per permettergli di pagare l'affitto di un appartamento di via Etiopia. A gennaio viene finalmente inserito in graduatoria in virtù del fatto che la moglie è al sesto mese di gravidanza ma è solo a novembre, dopo che la precedente gestazione era andata male e Donya era nuovamente incinta, stavolta di soli due mesi, che viene concesso loro un alloggio al residence Blu Maremma di Marina. Questa sistemazione durerà fino all'8 maggio quando la Donya e Mohamed, insieme ad altre cinque famiglie, vengono alloggiate a casa Betania fino a fine mese. Dal 31 maggio comincia la loro odissea ma, secondo i servizi sociali, il 13 giugno sarebbe stata trovata una sistemazione per la donna fino al parto in un locale messo a disposizione dal "Centro di aiuto alla vita". A quel punto sarebbe stato Mohamed a rifiutare l'offerta per l'impossibilità di stare vicino alla moglie, sostenendo di poter essere ospitato da un amico in un alloggio Erp in via Inghilterra. Durante tutto il giorno il cellulare di Mohamed è risultato irraggiungibile e non è stato possibile sentire anche la sua versione dei fatti. Nei prossimi giorni il sindaco Bonifazi, il direttore generale della Asl Mariotti e il direttore del Coeso Boldrini indiranno una conferenza stampa per fornire la loro di versione, accompagnata da un corposo dossier. Intanto il coordinamento provinciale del Mat-Lega Maremma in una nota si è detto allarmato dalla "prevista costruzione di circa 130 appartamenti di Edilizia residenziale sociale nella zona di via Lago di Varano che saranno riservati a categorie disagiate come nomadi e extracomunitari. Da qui la preoccupazione di alcuni residenti che si creino condizioni difficili come succede già in alcune zone come il "Poggio" di Roselle e "villaggio Kennedy" a Grosseto. L.S.

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