Sicurezza
Far west e regolamento di conti al ristorante
Francesca Gori
Lancio di coltelli e vetri infranti, condannato un uomo di 58 anni
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FOLLONICA. La discussione sul pagamento delle ore lavorate da una donna nella cucina di un autogrill era finita con le minacce e il lancio di un coltello. Una storia che risale a sei anni fa. Tanti ce ne sono voluti ai giudici per capire cosa fosse successo quella sera di giugno del 2005 al Ristor Agip di Follonica. Alfonso Cafaro, 58 anni, compagno della proprietaria del ristorante, è stato condannato a tre mesi e al pagamento del risarcimento danni subiti dalle parti civili. Che però, a loro volta, sono stati condannati per aver cercato di farsi ragione da soli: un mese ciascuno per Salvatore Marchionne, 47 anni e per suo figlio Antonio, 25 anni. Tutto è cominciato con la telefonata fatta da Salvatore Marchionne, originario di Ercolano, che abita Follonica con la famiglia. L'uomo, quella sera, chiamò il Ristor Agip e disse alla titolare che sarebbe andato a cena lì, sollecitando il pagamento dello stipendio a sua moglie. Dalla cornetta del telefono, l'uomo sentì il convivente della proprietaria dire: «Cosa vuole questo ladro? Non ha capito che i soldi li avanzo io da lui?». Marchionne decise allora di andare a discutere la questione al ristorante, portando con sé i suoi due figli. Antonio, che all'epoca aveva 19 anni e il figlio minorenne. Quando furono dentro al locale, però, si scatenò l'inferno. Marchionne, nella denuncia presentata ai carabinieri di Follonica, raccontò che Cafaro lo aveva subito minacciato. «Ladri, disonesti, vi stacco la testa», avrebbe detto. Dall'altra, Salvatore e Antonio Marchionne, al marito della titolare, risposero subito per le rime. Minacciandolo di «spaccargli la testa». Cafaro, a quel punto, prese un grosso coltello da cucina. Prima, ha raccontato Marchionne ai carabinieri, per minacciare suo figlio puntandoglielo allo stomaco. Poi, lanciandolo verso di loro. Il coltello andò a sbattere in una vetrata tra la sala e la cucina, fortunatamente senza colpire nessuno. Furono le schegge di vetro infranto a prendere in fronte Salvatore Marchionne, che si fece poi medicare all'ospedale. Nel locale c'era gente, era l'ora di cena. E qualcuno, visto come si era messa la situazione chiamò i carabinieri di Follonica che arrivarono subito al Ristor Agip. Nello scoppio del vetro, quella sera, rimasero lievemente ferite anche altre persone. Alfonso Cafaro fu rinviato a giudizio per lesioni personali e minacce nei confronti di Salvatore Marchionne e dei suoi due figli. E per le lesioni, il giudice Giovanni Puliatti lo ha condannato a tre mesi di reclusione e al risarcimento di duemila euro. Dall'altra Salvatore e Antonio Marchionne sono stati condannati a un mese per essersi fatti giustizia da soli.
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