Finanza
Scoppia la guerra delle discoteche
Francesca Gori
◗
SALE DA BALLO. Antonio DegortesPresentato un esposto contro i bagnetti dove si balla, nel mirino sei locali
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. La guerra contro l'illegalità è ricominciata. Quella che si combatte sotto gli ombrelloni e a suon di mojitos. Ad imbracciare di nuovo i fucili è l'Assointrattenimenti, il sindacato dei locali da ballo, che ha denunciato alla procura sei locali. Tre tra Grosseto e Marina, uno a Scarlino e due a Follonica. Con tanto di raccomandata a tutti i Comuni, ai vigili del fuoco e alle forze dell'ordine. A chi insomma, ha il compito di vigilare sui posti dove i ragazzi si divertono.
Sotto osservazione. I locali finiti nel mirino di Assointrattenimenti sono sei. Il Colibrì, in città, Il Moby Dick e il Fuorirotta a Marina, Calafelice a Scarlino e Ganesh e il bagno Il Golfo a Follonica. Circoli privati, locali e bagnetti dove non si potrebbe ballare ma dove invece i dischi girano e le gambe si muovono. «C'è una legge che parla chiaro - dice Antonio Degortes, presidente regionale del sindacato che fa capo a Confindustria - che puntualmente, ogni estate, non viene rispettata. Se si mettono in regola, possono anche iscriversi alla nostra associazione, ma se organizzano serate fuori dalle norme, non possiamo chiudere nemmeno un occhio». L'anno scorso, l'esposto presentato contro il Nob, ha avuto il suo effetto. «Il locale è stato sequestrato - dice - e ora si sta mettendo in regola. Quello che vogliamo è che si smetta di fare concorrenza sleale ai locali».
Vietato ballare. Sulla spiaggia, al tramonto, tra un cocktail e un bacio che sa di sale. L'idea di scatenarsi sulla spiaggia piace ai giovani. «Ma il nuovo coddice della strada lo vieta - aggiunge - per un motivo semplice. Non vengono rispettati i requisiti di sicurezza». È proprio su questo che Assointrattenimenti (a sostenere la denuncia ci sono i gestori del King's, della Capannina, del Cocoon, dell'Eden, del Blacksun, del Tartana e del Baluba) chiede delle risposte. Ai vigili del fuoco, ad esempio. «I locali dove si balla devono essere delimitati - spiega Degortes - e se l'anno scorso i vigili hanno richiesto della palizzate che non potevano essere superate dai clienti, quest'anno questa norma sembra essere venuta meno». E poi ci sono i Comune. «Abbiamo fatto una richiesta di accesso agli atti a Follonica e a Scarlino - aggiunge - e se da quegli atti emergessero davvero le situazioni che ci aspettiamo, non avremo problemi a fare ricorso al Tar o, se si tratta di illeci penali, alla procura».
All'origine fu la crisi. Una guerra, quella degli imprenditori del divertimento, che tiene conto di due fattori. La crisi di un comparto che l'anno scorso ha perso il 30% di fatturato rispetto all'anno precedente e il numero di addetti che rischiano di perdere il loro posto di lavoro. Solo in Maremma, nelle discoteche disseminate nella provincia, lavorano circa 600 persone. «Tanti sono giovani che rischiano di restare senza stipendio - aggiunge Degortes - Quest'anno il numero delle serate organizzate dai locali è diminuito e chi lavora nel settore non può nemmeno fare richiesta di disoccupazione».
Sotto osservazione. I locali finiti nel mirino di Assointrattenimenti sono sei. Il Colibrì, in città, Il Moby Dick e il Fuorirotta a Marina, Calafelice a Scarlino e Ganesh e il bagno Il Golfo a Follonica. Circoli privati, locali e bagnetti dove non si potrebbe ballare ma dove invece i dischi girano e le gambe si muovono. «C'è una legge che parla chiaro - dice Antonio Degortes, presidente regionale del sindacato che fa capo a Confindustria - che puntualmente, ogni estate, non viene rispettata. Se si mettono in regola, possono anche iscriversi alla nostra associazione, ma se organizzano serate fuori dalle norme, non possiamo chiudere nemmeno un occhio». L'anno scorso, l'esposto presentato contro il Nob, ha avuto il suo effetto. «Il locale è stato sequestrato - dice - e ora si sta mettendo in regola. Quello che vogliamo è che si smetta di fare concorrenza sleale ai locali».
Vietato ballare. Sulla spiaggia, al tramonto, tra un cocktail e un bacio che sa di sale. L'idea di scatenarsi sulla spiaggia piace ai giovani. «Ma il nuovo coddice della strada lo vieta - aggiunge - per un motivo semplice. Non vengono rispettati i requisiti di sicurezza». È proprio su questo che Assointrattenimenti (a sostenere la denuncia ci sono i gestori del King's, della Capannina, del Cocoon, dell'Eden, del Blacksun, del Tartana e del Baluba) chiede delle risposte. Ai vigili del fuoco, ad esempio. «I locali dove si balla devono essere delimitati - spiega Degortes - e se l'anno scorso i vigili hanno richiesto della palizzate che non potevano essere superate dai clienti, quest'anno questa norma sembra essere venuta meno». E poi ci sono i Comune. «Abbiamo fatto una richiesta di accesso agli atti a Follonica e a Scarlino - aggiunge - e se da quegli atti emergessero davvero le situazioni che ci aspettiamo, non avremo problemi a fare ricorso al Tar o, se si tratta di illeci penali, alla procura».
All'origine fu la crisi. Una guerra, quella degli imprenditori del divertimento, che tiene conto di due fattori. La crisi di un comparto che l'anno scorso ha perso il 30% di fatturato rispetto all'anno precedente e il numero di addetti che rischiano di perdere il loro posto di lavoro. Solo in Maremma, nelle discoteche disseminate nella provincia, lavorano circa 600 persone. «Tanti sono giovani che rischiano di restare senza stipendio - aggiunge Degortes - Quest'anno il numero delle serate organizzate dai locali è diminuito e chi lavora nel settore non può nemmeno fare richiesta di disoccupazione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
