Proteste
Lettera al sindaco: viviamo in un cantiere
La rivolta dei residenti in zona Pizzetti-Orcagna
Lorenzo Santorelli
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GROSSETO. Si sentono «carne da macello» i residenti della zona Pizzetti - Orcagna. Vittime delle furbizie delle imprese costruttrici del "Consorzio parco Pizzetti" e della mancanza di polso dell'Amministrazione nel far rispettare gli obblighi. Per non continuare a vivere in un «cantiere a cielo aperto, con l'erba alta due metri e senza l'acqua per irrigare», 110 famiglie hanno sottoscritto una lettera. È indirizzata a sindaco e consiglieri comunali. Non escludendo in futuro la possibilità di «utilizzare tutte le forme di pressione di massa» e «percorrere azioni di tutela legale» qualora dovessero riscontrare «l'ennesima indifferenza rispetto alle questioni poste». Problematiche che, denuncia il comitato cittadino, erano già state poste personalmente all'attenzione di sindaco, assessori e funzionari comunali, oltre ad esser state oggetto di una petizione. Ma in assenza delle reazioni sperate, i cittadini tornano nuovamente alla carica. Rivendicando anzitutto chiarezza «sulla realizzazione delle opere stradali e sottoservizi della zona, sulle convenzioni sottoscritte tra imprese a Amministrazione», riferendosi in particolare agli obblighi delle prime ed ai doveri della seconda che dovrebbe avere «una funzione di controllo, oltre che della qualità delle opere, in particolare del rispetto delle tempistiche previste in origine». Per questo i cittadini chiedono «quali sono le motivazioni delle numerose proroghe e varianti» e soprattutto di avere «tempi certi nell'esecuzione delle opere e sapere se vi sono ritardi nelle esecuzioni delle stesse». È dettagliato e diviso punto per punto l'elenco dei disagi con i quali sono costretti a convivere. Partendo dal decoro «chiediamo che l'amministrazione con atto d'urgenza ponga il "Consorzio Parco Pizzetti" di fronte alle proprie responsabilità con l'obbligo alla manutenzione e pulizia periodica di tutti gli spazi aperti, in particolare del taglio dell'erba che in alcuni punti supera i due metri di altezza oltre che essere infestata di serpi, ratti, zecche ed essendo ormai tutta secca aumenta il rischio di incendi». Il pozzo, nonostante sia funzionante, non è stato ancora attivato costringendo i cittadini a utilizzare l'acqua potabile. Altri annosi problemi sarebbero la mancata raccolta dei rifiuti che costringe i residenti ad andare «all'unico punto di raccolta in via Civitella Paganico e per molti di noi significa percorrere quasi un chilometro», motivo per cui verrà chiesto il «rimborso della maggiore tassa pagata», e l'illuminazione. «Ci è stato comunicato che le imprese non intenderebbero più accollarsi i costi dell'illuminazione pubblica in quanto sostengono che vi sarebbe stato il collaudo finale dell'impianto e anche in questo caso vi sarebbe una carenza dell'amministrazione comunale». Consapevoli che le imprese potrebbero sfruttare il loro disagio per fare pressione sull'amministrazione affinché «accetti tutto e si prenda carico anche dei problemi inerenti a lavori non fatti o magari fatti "non a regola d'arte"», i cittadini si rivolgono in quanto «residenti e non sudditi, elettori di questa amministrazione, oltre che contribuenti, in quanto paghiamo regolarmente tasse (Irpef) e tributi dovuti al Comune (Tarsu) oltre che i contributi relativi al Consorzio Bonifica».
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