Attenzione
I gessi devono essere dimezzati
Alfredo Faetti
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TIOXIDE. Lazienda a Scarlino Incontro sugli scarti Tioxide: necessario l'impianto per l'abbattimento
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SCARLINO. I gessi della Tioxide hanno riunito tutta la politica locale in un summit, da cui le istituzioni sono uscite con un messaggio per la società: per ottenere i finanziamenti regionali, in vista di una sperimentazione, dovrà essere prima realizzato l'impianto che riduce del 50% la produzione dei gessi. Al Puntone, giovedì scorso, c'erano davvero tutti. C'erano l'assessore regionale all'ambiente e all'energia Anna Rita Bramerini, il presidente della Provincia Leonardo Marras e i rappresentanti dei partiti che compongono le maggioranze dei governi di Scarlino e Follonica. Un vero summit, che ha riunito tutti i soggetti per fare il punto sulla vicenda dei gessi della Tioxide, qualche giorno fa portata all'onore delle cronache e che ha visto protagonisti i Verdi e la società, che ha richiesto al partito i danni per l'appello a non usare il prodotto come fertilizzante. E sarebbe stato proprio questo uno dei punti centrali della discussione: l'utilizzo degli scarti di produzione (i gessi appunto) come fertilizzanti per tutti gli agricoltori che ne faranno richiesta. Un altro, poi, riguarderebbe un progetto in cantiere dentro gli uffici della Tioxide: la sperimentazione dei gessi come ammendante per ricoprire e sigillare discariche urbane. Un progetto, che coinvolgerebbe poche decine di metri quadrati fuori dalla fabbrica, per cui sarebbero a disposizione dei finanziamenti regionali. Ed è qui che le istituzioni avrebbero chiesto garanzie: per ottenere questi fondi, la società deve realizzare l'impianto, di cui si parla da anni, in grado di ridurre del 50% la produzione dei gessi. Questo quanto sembra fuoriuscito dal summit del Puntone. Difficle avere certezze, perchè l'incontro è stato top secret. Non ci sono posizioni ufficiali e neanche comunicati a riguardo da parte dei vari enti. Ma sembra che le due maggioranze dei Comuni coinvolti abbiano fatto arrivare a Provincia e Regione un segnale forte dai rispettivi territori, riassumibile nella richiesta di una maggiore attenzione alle questioni ambientali della Piana da parte delle istituzioni e degli organi competenti (Asl e Arpat) insieme a quella di un controllo più costante dell'area industriale.
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