Il Tirreno

Grosseto

Garofani rossi alla presidenza

Enrico Pizzi
<strong>ELETTO.</strong> Paolo Lecci, con i garofani in mano, festeggiato dopo il voto
◗
ELETTO. Paolo Lecci, con i garofani in mano, festeggiato dopo il voto

Eletto Paolo Lecci, si rafforza la truppa socialista

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Clima da primo giorno di scuola, ieri, nella sala del consiglio comunale dove si è svolta la prima seduta dell'assemblea tra gli sguardi e i saluti di mamme, mogli e figli che hanno accompagnato i neoeletti, molti dei quali di prima nomina. Una seduta che si è svolta senza sorprese, con il socialista Paolo Lecci che è stato eletto presidente.  Volendo, l'unica vera sorpresa è stata proprio la sua elezione avvenuta alla prima votazione, quando avrebbe richiesta una maggioranza qualificata di due terzi dei votanti (22 voti in questo caso) e, sulla carta, con i soli voti della maggioranza non ce l'avrebbe fatta e avrebbe dovuto aspettare la seconda votazione.

Invece Lecci ha ottenuto subito 24 voti, contro i 6 ottenuti da Cristina Citerni, che sulla carta ne aveva solo 2, mentre le schede bianche sono state 3, segno che nel segreto dell'urna una buona parte dei consiglieri della Lista Lolini e del Pdl non ha accolto l'invito dei rispettivi capigruppo a votare scheda bianca, mentre il capogruppo del Buongoverno Luigi Colomba, pur dichiarando Lecci inadeguato al ruolo, aveva deciso di dargli fiducia e di votarlo sul principio per cui la carica può cambiare l'uomo. Subito dopo, con 23 voti a favore, è stato eletto vicepresidente del consiglio Mario Lolini.

Ma la presidenza temporanea del consiglio comunale, prima dell'elezione di Lecci, era toccata a Maria Chiara Daviddi, consigliere anziano non per ragioni di età, ma perché i, regolamento consiliare definisce così il consigliere di maggioranza più votato. Le sue parole sono andate al Paese e alle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità nazionale, per ricordare chi ha combattuto e ha dato la vita, ma anche chi, ieri come oggi, senza clamore e senza riconoscimenti, costruisce con il suo lavoro un pezzetto dell'unità d'Italia.

E qualche esempio anche locale Maria Chiara Daviddi l'ha voluto fare: le donne della Mabro, che hanno fatto gruppo per difendere i propri diritti, la comunità di Nomadelfia, dove - ha detto - si è partiti dai sassi per far nascere, con la fatica, il lavoro e la fede, un luogo in cui la fraternità è legge.  Nel corso della seduta di ieri il sindaco Emilio Bonifazi ha, poi, presentato la sua giunta, incassando subito la piena fiducia da parte del capogruppo socialista Francesco Giorgi, ed ha presentato le linee programmatiche per i prossimi cinque anni, una relazione che il sindaco ha illustrato in modo sommario, facendo emergere un programma in gran parte giocato su una Grosseto che cresce, che presenta sempre più le caratteristiche e i problemi di una grande città, con una situazione di crisi in cui si fa sempre più pressante la richiesta di casa e lavoro.

E proprio in mezzo alla seduta di ieri una donna, che aveva appena ricevuto una comunicazione di sfratto, ha fatto irruzione chiedendo udienza dal sindaco, mentre fuori dal portone del municipio un gruppo di Giovani Comunisti manifestava chiedendo che l'emergenza abitativa diventi obiettivo primario dell'amministrazione comunale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web