Sicurezza
Corruzione per le 16 villette Pesucci rinviato a giudizio «Terreno gratis dalla coop»
Pierluigi Sposato
Sotto accusa un funzionario comunale, due architetti e gli amministratori della Nuova Arcille srl edilizia
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CAMPAGNATICO. Si apre un nuovo fronte giudiziario per l'ex sindaco di Campagnatico, Elismo Pesucci. Un nuovo rinvio a giudizio, stavolta per corruzione aggravata per atti contrari ai doveri d'ufficio: è la vicenda del presunto abuso edilizio per le 16 villette ad Arcille. Una vicenda non totalmente nuova per Pesucci, che nell'ottobre 2009 fu raggiunto da un'ordinanza di custodia in carcere proprio a questo proposito. Fu per lui la seconda ordinanza, dopo quella che agli inizi di agosto scatenò il terremoto "Amici Miei" (i lavori pubblici). Il gup Montesarchio ha accolto la richiesta del pm Pizza e ha rinviato a giudizio (udienza collegiale del 28 settembre) oltre a Pesucci anche gli architetti Giancarlo Tesei e (ne è la moglie) Patrizia Nalesso, il funzionario comunale Lorenzo Racioppi dirigente dell'Ufficio tecnico, gli amministratori della coop edilizia Nuova Arcille (Erika Franceschetti, Maurizio Chipa, Gianluca Vanni e Roberto Vanni), nonché la stessa società cooperativa a responsabilità limitata di cui è presidente Manuela Travison. Tre le contestazioni mosse dalla Procura. La prima - la corruzione - riguarda la delibera 39 del 29 settembre 2005 con la quale venne adottata la variante del piano di lottizzazione e le due delibere di giunta (dicembre 2005 e giugno 2006): atti con i quali veniva consentito all'allora sindaco di costruire a filo strada su un terreno di 860 metri quadrati, che sarebbe stato a lui ceduto gratis dalla coop. Pesucci avrebbe poi votato anche come consigliere (settembre 2007) la variante. Racioppi avrebbe espresso parere favorevole alle varianti e ai permessi per costruire ritenuti illegittimi. Non solo: avrebbe calcolato in 47 mila gli oneri accessori invece dei 79 mila che secondo l'accusa sarebbero stati dovuti. A Tesei il pm contesta soprattutto di aver accettato l'incarico retribuito di curare la pratica per il mutuo fondiario per conto degli amministratori della coop, mediante una perizia di stima sull'immobile. L'architetto aveva predisposto il regolamento urbanistico comunale, ne aveva illustrato il contenuto in consiglio, aveva verificato le osservazioni. L'architetto Nalesso, invece, avrebbe presisposto la variante al piano di lottizzazione predisponendo tutta la progettazione: e avrebbe accettato per se l'incarico di progettista prima e di direttore dei lavori poi da parte della coop. Franceschetti, Chipa e i due Vanni avrebbero commesso un illecito cedendo il terreno a Pesucci, perché tale sarebbe stato il prezzo per la ricompensa all'interessamento amministrativo ritenuto illegittimo; ma anche conferendo l'incarico a Tesei per presentare la domanda di muuto (compenso di 1.609 euro); e nominando Patrizia Nalesso a direttore dei lavori a titolo di ricompensa dei favori che Tesei e Luigino Nalesso (fratello) redattori del piano strutturale. Secondo il sostituto procuratore Pizza vi sarebbe stato un conflitto di interessi per Pesucci, Racioppi e Tesei (tutti e tre individuati come pubblici ufficiali), oltre che violazione dei doveri di imparzialità, fedeltà, onestà e probità al momento dell'approvazione della convenzione di lottizazione, del rilascio dei permessi per costruirie e dell'approvazione a stralci (invece che unitariamente) del regolamento urbanistico di Campagnatico. Perché - e questa è la seconda contestazione, mossa a tutti in concorso - quella lottizzazione sarebbe stata un abuso. In quella zona si sarebbe potuto costruire fino a 3.000 metri cubi e invece ne sarebbero stati illegittimamente autorizzati 6.228 (a frotne dei 2.995 dichiarati). Nel mirino della Procura i permessi 47 e 50 dell'ottobre 2006, ritenuti illegittimi, perché dai contenuti non congruenti e dalla volumetria superiore al consentibile, in violazione del regolamento edilizio e della legge regionale, senza istruttoria, relazione dettagliata e proposta motivata con qualificazione tecnico-giuridica dell'intervento. Con quei permessi si andavano a costruire volumi per uso abitativo nei sottotetti e nei locali a piano terra, con autorimesse completamente fuori terra, per 8 appartamenti aggiuntivi ritenuti del tutto abusivi. In base alla legge 231 del 2001, è chiamata in giudizio per l'illecito amministrativo in relazione alla corruzione anche la stessa coop.
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