Il Tirreno

Grosseto

Citerni: «Relazione superficiale»

E.P.
<b>PDL.</b> Giacomo Cerboni
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PDL. Giacomo Cerboni

E il Centrodestra va all'attacco sull'urbanistica

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 GROSSETO. Una città che cresca e si sviluppi come capoluogo della Maremma, ma anche «culturalmente sensibile e ricettiva, aperta alla partecipazione della comunità e attenta ai problemi di cittadini e imprese». Questi gli obiettivi del secondo mandato di Emilio Bonifazi, obiettivi che il sindaco intende perseguire attraverso alcuni progetti strategici, come la ristrutturazione delle mura, il completamento dell'immobile ex Chelliana di via Mazzini per farne la sede dell'università, la realizzazione di una nuova biblioteca alla cittadella dello studente, la sede unica del Comune, il centro di documentazione degli etruschi, un parco divertimenti sull'archeologia denominato "Archeoland", il completamento della portualità.  Una città da ripensare nel suo centro storico con le sue funzioni aggregative e commerciali da potenziare, ma un'attenzione particolare dovrà andare alle frazioni dove vivono circa 20mila degli 83mila abitanti attuali del Comune. Sviluppo economico, innovazione, lavoro sono alcune delle parole d'ordine che il sindaco pronuncia con più insistenza illustrando le linee programmatiche.  Tutto questo, però, non gli risparmia le critiche delle opposizioni.  Nel merito del programma la critica più feroce arriva da sinistra. La capogruppo di Sel, Cristina Citerni, definisce la relazione programmatica «sciatta, approssimativa e superficiale».  Poi, punto per punto, fa le pulci al sindaco. «Non capisco - dice - che cosa significhi che per il sindaco il lavoro è un'ossessione, ma nel programma c'è poco sul lavoro e se ne parla in modo molto subordinato a quello che è il sostegno alle imprese» e poi ha rilevato che non c'è una parola sui lavoratori pubblici, quando si parla di fiscalità in realtà si parla di banche, non si fa mai riferimento alla contrattazione sociale, è tutto «molto generico» sia per quanto riguarda le politiche sociali che giovanili, non c'è una parola sull'acqua né - rileva ancora la Citerni - sulle politiche di genere. Insomma, un programma bocciato su tutta la linea, ma nonostante tutto, da parte del Pd, che pure non ha concesso a Sel la presidenza del consiglio comunale, c'è un'apertura. «Questo treno è partito - dice il capogruppo Roberto Panfi parlando della maggioranza - ma ci potranno essere altre stazioni per poter risalire».  Il capogruppo del Pdl Giacomo Cerboni ha centrato la prima parte del suo intervento su un'analisi del voto in cui ha rilevato che circa 16mila elettori del centrodestra sono mancati all'appello e ha sottolineato che una parte di responsabilità è da ascrivere ai toni alti e violenti che il governo nazionale ha spesso assunto e che hanno allontanato l'elettorato. Critiche, condivise anche dal capogruppo della lista Lolini sindaco, Claudio Pacella, per la scelta del sindaco di tenere per sé l'assessorato all'urbanistica, bocciati anche i progetti come il centro egli Etruschi. Pacella, poi, ha insistito sulla inopportunità di affidare la delega alle aree peep all'architetto Valentina Mancini che di questa materia si occupa anche nella sua attività professionale.

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