La manifestazione
«Speronati da due ragazzini»
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SPERONATI. Lauto sulla quale viaggiavano i due adolescenti Il racconto dei carabinieri: a 150 all'ora sull'Aurelia
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CAPALBIO.«Per due volte hanno fatto finta di fermarsi e poi sono scappati facendo inversione sull'Aurelia. Poi hanno provato a speronarci e buttarci nella corsia opposta. Ci siamo salvati e non abbiamo innescato una carambola che poteva essere letale solo grazie all'abilità dell'appuntato che guidava». Sull'Alfa 157 dei carabinieri che la notte scorsa ha inseguito e fermato dopo un ventina di chilometri di inesguimento un'auto rubata con a bordo due adolescenti c'erano due appuntati di 35 e 40 anni. Se la sono cavata con ferite e contusioni alla schiena, al collo e a una spalla. Lesioni guaribili in una decina di giorni. Mentre i due giovanissimi sono stati arrestati per tentato omicidio e trasferiti nel carcere minorile di Firenze in attesa dell'interrogatorio di garanzia che si terrà tra oggi e domani. I militari si erano sistemati lungo l'Aurelia, poco prima dell'uscita di Capalbio, intorno alle 2.45. Quello appena trascorso era, di fatto, il primo sabato dell'estate e per questo - confermano dalla Compagnia di Orbetello - erano stati predisposti dei servizi di controllo lungo la statale. A quell'ora i due studenti erano appena entrati in Toscana a bordo di una Daewoo Matix azzurra partita da Roma intorno alle 1.30: il diciassettenne alla guida e l'amico di un anno più giovane al suo fianco. Da quello che hanno potuto ricostruire gli inquirenti coordinati dal pubblico ministero fiorentino Emma Cosentino, l'auto sarebbe stata rubata i primi di giugno. Come i minorenni ne siano entrati in possesso resta un mistero che i due, accusati anche di ricettazione, forse chiariranno al giudice. Fatto sta che quando gli è stato intimato l'alt all'utilitaria invece di fermarsi la macchina ha accellerato e proseguito la corsa. È iniziato così il primo round dell'inseguimento. Raccontano i carabinieri: «Dopo pochi chilometri hanno simulato la resa: hanno accostato e dopo aver aspettato che scendessimo si sono dati nuovamente alla fuga. In quel momento - ammettono - non ci siamo accorti che fossero così giovani». Il secondo round, invece, si è consumato tra le uscite di Capalbio e Ansedonia. Proseguono i militari: «Siamo riusciti a raggiungere l'auto, l'abbiamo affiancata ma ci hanno speronato». Un rischio, ma non l'unico. Perché a quel punto l'auto avrebbe effettuato un'inversione di marcia. Nuovamente raggiunta nei pressi de "la Torba" la Matiz si sarebbe fermata nuovamente, avrebbe atteso l'arrivo dei militari per poi invertire di nuovo la marcia e scappare verso nord. L'utilitaria, sfiorando i centocinquanta chilometri orari, ha imboccato l'uscita di Ansedonia nord, lanciandosi sulla rampa di accelerazione per tornare verso sud. Forse è stata l'ultima botta di adrenalina a spingere i due adolescenti a fermarsi alla prima stazione di servizio. «Non hanno fatto in tempo ad aprire lo sportello», spiegano i carabinieri. Federico Lazzotti ALTRO SERIVIZIO A PAGINA 2
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