Il Tirreno

Grosseto

«Gioventù senza riferimenti»

<strong>COMANDANTE </strong>Rocco Carpenteri. Accanto, l’arma dell’agguato di Sorano
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COMANDANTE Rocco Carpenteri. Accanto, l’arma dell’agguato di Sorano

Il colonnello: questi episodi non ci fermano

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GROSSETO. «Come per il caso di Pasquetta questi ragazzi si sono rovinati per una sciocchezza senza sapere quali conseguenze potesse avere. Ne viene fuori, purtroppo, il ritratto di una gioventù senza punti di riferimento che non riconosce la legge e peggio ancora non sa che ci si può divertire con molto meno e ottenere molto di più. In ogni caso questi episodi devono far riflettere tutti: istituzioni e famiglie. Da parte nostra sappiamo che il lavoro sulla strada nasconde dei rischi, ma questi attacchi non ci fermeranno. Il nostro lavoro è quello di garantire una situazione di sicurezza oggettiva e soggettiva».  Rocco Carpenteri, non è solo il comandante provinciale dei carabinieri di Grosseto, ma è anche padre di un ragazzo che ha più o meno l'età dei due adolescenti arrestati la notte scorsa dopo un inseguimento a velocità folle tra Capalbio e l'Ansedonia. Così quando parla di problematiche legate ai giovani sente in prima persona i rischi.  Anche per questo fa più male ad appena cinquanta giorni dall'aggressione di Sorano durante la quale due militari vennero aggrediti a bastonate e ridotti in fin di vita da quattro ragazzi (tra cui tre minori ndr) che volevano fuggire da un controllo dell'alcoltest, parlare di nuovo di un episodio di violenza capitato in Maremma in cui i protagonisti sono giovanissimi e carabinieri.  Ricorda Carpenteri: «Noi come tutte le forze di polizia andiamo nelle scuole, facciamo incontri sulla legalità. Negli istituti andiamo in uniforme per dare il senso dello Stato e del rispetto. Continueremo, è ovvio. Ma quando accadono questi episodi capisci che da solo non riesci a fare tutto. Nella formazione e nella crescita di un ragazzo ci sono tre punti di riferminento su cui ruota tutto: quello scolastico, quello familiare e quello che riguarda le amicizie. Fino a che questi tre fattori danno regole e punti di riferimento il sistema tiene altriementi la situazione si fa complicata. Da parte nostra - conclude - continueremo a controllare le persone in strada come abbiamo sempre fatto anche a rischio di essere aggrediti o speronati».

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