Il Tirreno

Grosseto

Bonifazi evita le polemiche

Bonifazi evita le polemiche

«Il vescovo? Parole che vanno ascoltate»

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GROSSETO. Non si spengono i riflettori sulla tragedia di Dayna, la giovane egiziana che - incinta all'ottavo mese - ha perso il figlio all'ospedale di Grosseto, ricoverata in extremis dopo aver vissuto 16 giorni in un'auto col marito per i vari "sfratti" subiti nell'ultimo anno. Tra questi, l'ultimo da Casa Betania, struttura della Curia cui il Comune aveva chiesto e ottenuto alloggio temporaneo per la coppia. Sentitosi tirato in ballo, il vescovo Franco Agostinelli ha contrattaccato, criticando le istituzioni locali un un'intervista al quotidiano cattolico L'Avvenire. Toni severi, però smorzati a livello locale da una lettera - di tutt'altro e conciliante tenore - inviata al sindaco di Grosseto e girata alla stampa. Cosa abbia spinto il vescovo a questa "doppia tonalità" non si sa. Di certo da parte sua Emilio Bonifazi sceglie i toni di pace.  «Credo che in troppi - scrive il sindaco - stiano pontificando su quanto accaduto. A parte che per la strumentalizzazione disonesta di qualche avversario politico la cui pochezza non merita risposta, ho vissuto e sto vivendo con grande amarezza personale. Sono tante le cose accadute e le cose dette, ma i fatti restano quelli che ho descritto fin dall'inizio: abbiamo pagato per sette mesi l'affitto in più strutture ad alcune famiglie, tra cui quella di Fathy». Bonifazi non specifica se il Comune ha pagato anche Casa Betania (all'Avvenire il vescovo ha detto di no, smentendo i servizi sociali), dribblando così la polemica. E torna invece ad allargare l'orizzonte: «Oggi ci sono oltre cento famiglie formalmente e da tempo senza un tetto sulla testa e tantissime sono quelle regolarmente in graduatoria per le case popolari. Quando abbiamo finito ad aprile i soldi per l'emergenza casa previsti per tutto il 2011 abbiamo provato a racimolarli ovunque, rinunciando a lavori o ad eventi. Ma ai tanti "moralisti" che, seduti in poltrona, dicono che si sarebbe potuto fare di più, a questo punto sono costretto a chiedere cosa. Non basta infatti dire che i soldi per un'altra settimana si sarebbero potuti trovare, perché è evidente a tutti la precarietà di tale affermazione, almeno quanto le soluzioni pure prospettate alla famiglia che ha vissuto questa tragedia. La realtà è che anche in questo caso, il Comune e la Curia sono rimasti da soli a far fronte all'accaduto ed è per questo che dobbiamo tutti tenere nella massima considerazione le parole del nostro vescovo Franco Agostinelli».  Il sindaco torna quindi su quella che a suo dire è l'origine di tutti i problemi, i tagli imposti dal Governo, 3 milioni in meno di trasferimenti solo quest'anno: «Sfido chiunque ad affermare che queste siano scuse»; e chiude difendendo gli operatori pubblici: «Ferisce l'aggressione ai danni di chi, come nei nostri uffici, ha fatto e fa ogni giorno di tutto per combattere la crisi e le sue conseguenze. Queste persone, come i medici e gli operatori dell'ospedale, meritano rispetto».  Ma se Bonifazi chiude il caso Curia, Riccardo Nencini, segretario regionale del Psi, replica invece per le rime. Dopo aver biasimato - a proposito di questa vicenda - la "fine della carità", Nencini si è visto infilare dal vescovo di Grosseto fra «chi non gli è mai fregato niente né di Vangelo, né della Chiesa». Secca la risposta di Nencini, che in una lettera aperta diffusa ieri ribatte così: «Eminenza, Lei non mi conosce eppure dà di me un gudizio falso che non Le consento di esprimere».

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