Il Tirreno

Grosseto

Saccheggiato il circolo Acli di Ravi

Alfredo Faetti
<strong>BANCONE DEL BAR.</strong> Lasciato soltanto loo scheletro
◗
BANCONE DEL BAR. Lasciato soltanto loo scheletro

La nuova proprietà non ha trovato i mobili, spariti i documenti dal 1992

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Fili elettrici tranciati, il bancone ridotto a uno scheletro, mobili spariti così come tutta la documentazione a partire dal 1992. È l'amara sorpresa che Simone Rotini, vicepresidente provinciale dell'Acli, ha fatto riaprendo il circolo sociale di Ravi. «Un vandalismo infantile».

E ora scoppia la battaglia sul circolo di Ravi. Negli ultimi giorni le associazioni che lo hanno gestito si sono scotrate sulla stampa a seguito del contenzioso per l'utilizzo dei locali del fondo. Da una parte le Acli (associazioni cristiane lavoratori italiani), a cui la sentenza del tribunale ha dato ragione e che adesso tornano ad essere la guida legittime del circolo; dall'altra l'Aics (associazione italiana cultura sport), composta da ex membri dell'associazione cattolica che a parire dal 2009 hanno "dissentito" aderendo a un soggetto nuovo facendosi gestori della struttura. Il punto di rottura avvenne dopo le dimissioni da presidente dello stesso Rotini, a cui seguirono la scissione e l'occupazione del fondo, fino alla pronuncia del tribunale.  L'Aics ha definito «intolleranti, arroganti, pretestuosi e antidemocratiche» le Acli, sia per il loro comportamento sia per come hanno salutato la vittoria nel contenzioso. «L'intolleranza di cui siamo tacciati è una delle qualità cara ai dirigenti Aics, visto che hanno allontanato tutti i vecchi soci Acli del circolo e l'arroganza è propria di chi pretende di avere oltremodo ragione ed è seccato da un'ordinanza del giudice e continua con presunzione ad arrampicarsi su specchi» replica Rotini, che da una parte della colpa anche ai vertici provinciali Aics che hanno tollerato un'occupazione senza alcun diritto, senza mai informarsi e senza mai aver cercato di dialogare con le Acli».  Oggi però, ci sono i fatti, «chiari, precusi e sotto gli occhi di tutti» dice il vertice Acli. «Giovedì scorso - racconta - sono andato a riprendere possesso del circolo Acli e sono rientrato nei locali dopo quasi due anni con alcuni soci e con i carabinieri. Non c'era più niente: tutti i beni mobili di proprità delle Acli sono stati portati via, il bancone del bar ridotto ad un mero scheletro, tutte le sue componenti non ci sono più o sono state danneggiate, i cavi elettrici sono stati tranciati e sfilati dalle canaline, il bagno è stato reso inservibile. Inoltre, tutti i documenti dell'associazione dal novantadue, ossia libri soci, registri e fatture, sono scomparsi».  Ma questo «vandalismo infantile», come lo definisce Rotini, ha portato anche altre conseguenze. «È stato dato un qualche prodotto nocivo che sta facendo seccare la pluridecennale vite americana che faceva da pergola sul piazzale antistante il circolo». Con il circolo ridotto in queste condizioni, è dura trovare un gestore a cui affidare il bar. «I nuovi gestori sarebbero stati trovati ma sfido il miglior barman a preparare un caffè senza macchina e tazzine. Stiamo lavorando, con l'appoggio di tutta la gioventù del paese, per riaprire il più celermente possibile e restituire al paese il suo più storico luogo d'incontro». Per tutti i danni subiti, comunque, al momento non è scatta nessuna denuncia. «Ci interessa riaprire» dice Rotini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa