Attenzione
LINDAGINE
«Nessuna negligenza»
1 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Non ci sarebbe una connessione causale tra le dimissioni del 13 giugno e il distacco della placenta che ha portato alla morte del figlio che Danya portava in grembo. È quanto emerge dai primi riscontri effettuati dalla polizia per verificare eventuali negligenze e reponsabilità del medico che ha firmato le dimissioni della giovane egiziana lunedì scorso. Racconta Mohamed dal quarto piano dell'ospedale. «Mia moglie sta male non respira bene per colpa del cesareo, e deve stare altri giorni qui per esami. Nessuno si è fatto vivo per darmi una mano, nè lavoro nè casa. Nessuno mi ha chiamato, nemmeno altre famiglie. Il medico ha detto che dobbiamo trovare una soluzione assolutamente, non può andare in macchina dopo l'intervento altrimenti rischia di morire anche lei. Polizia ha detto che devono fare esami, ha bloccato tutto e non so quanto ci saranno i funerali. Mi hanno chiamato quattro avvocati. Sto dormendo in ospedale sulla sedia. Ora serve una casa, lavoro, cibo e vestiti poi ci penso. Ma ora è il problema mia moglie, come faccio a lavorare? Nessuno mi salva».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google