Sicurezza
Il caso. Il licenziamento del Coseca
«Mio figlio non doveva svolgere quella prova»
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PROTESTA. Ivo Faenzi 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Mio figlio è stato licenziato per una prova pratica che non doveva svolgere», perché «la legge e i contratti collettivi di lavoro escludono dalle prove pratiche quei lavoratori già occupati con la stessa azienda». Non solo: «un lavoratore non si giudica per un solo giorno di lavoro: il Parlamento ha deciso che sono pochi anche trenta giorni e ha spostato quel termine a tre mesi». È uno dei passaggi della lettera che Ivo Faenzi scritto in replica alle dichiarazioni del presidente del Coseca, Roberto Valente, a proposito del licenziamento del figlio dell'ex parlamentare. Una lunga e dettagliata replica, articolata in vari punti: in sostanza, Faenzi sostiene che Coseca conosceva benissimo e da tempo i problemi uditivi: una questione che sarebbe stata a conoscenza anche della dirigente del personale. A proposito del certificato di idoneità, l'ex parlamentare ricorda che questo era «completo e perfetto al 100 per cento e pienamente in linea con le richieste e indicazioni del bando, senza necessità di aggiunte. Ha perciò tutti i requisiti richiesti dall'articolo 2» del bando. Ed era anche stato invitato a presentarsi tramite raccomandata. A proposito della prova pratica cui venne sottoposto il giorno precedente la visita, Faenzi sottolinea che si trattava di un «lavoro complicato, impossibile e anche insostenibile se fatto fare a un novizio», senza averlo fatto accompagnare da un collega esperto. Sarebbe stato «un atto irresponsabile». Dopo aver criticato le contraddizioni e le incongruità della certificazione medica in relazione alle prescrizioni (cioè le cuffie), Faenzi si chiede perché Valente abbia taciuto la questione dei 250 dipendenti in forza a Coseca eppure mai impiegati alla guida di spazzatrici. Si chiede perché «prima di licenziare non si sia sentita la necessità di fare chiarezza». Si chiede anche perché Coseca abbia disertato l'incontro davanti all'ufficio provinciale del lavoro e non abbia raccolto gli inviti alla conciliazione. P.S.
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