Il Tirreno

Grosseto

LA LETTERA

«Impegni concreti»

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 GROSSETO. Invita l'amministrazione ad «assumere un impegno concreto su questa emergenza» e «avviare un percorso impegnativo di riflessione sulle proprie responsabilità» così come sta facendo la Chiesa. Elenca alcune delle attività meritorie della Curia che comunque «in nessun caso possono assolverci per aver assistito, senza trovare soluzione adeguata, alla situazione della famiglia egiziana sfrattata da una nostra struttura e che oggi ci chiede conto di quel figlio che non nascerà» ma ribatte con orgoglio alle critiche dei «borghesi benpensanti» e dei «filantropi di giornata».  È una lettera dalle molteplici sfaccettature quella che il Vescovo di Grosseto, Franco Agostinelli, ha inviato al sindaco Emilio Bonifazi. Perché se è vero che «davanti ad una vita che si spegne nulla può lasciar tranquilla la nostra coscienza» e «tutto può apparire come un tentativo di attribuire le responsabilità agli altri, in uno stile che non vuole e non può essere il nostro modo di servire le necessità della nostra città e della nostra gente». Monsignor Agostinelli ricorda i «50.000 pasti distribuiti ogni anno grazie alla dedizione dei volontari della Caritas, i contributi di un fondo di solidarietà per le famiglie, gli appartamenti tenuti a disposizione dell'emergenza abitativa». Indicando due obiettivi: la costruzione di un centro di accoglienza su un terreno nella zona di Villa Pizzetti, «un progetto che va avanti da oltre sette anni», e la realizzazione di appartamenti in via Emilia da destinare all'emergenza abitativa.  Il Vescovo difende la Chiesa che «attraverso l'opera nascosta, che mai avrà l'onore della cronaca, di tanti sacerdoti e laici, attende, secondo le sue scarse possibilità, ai bisogni delle tante persone che ogni giorno bussano alle sue porte». Poiché «del nostro operato dovremo rispondere solo al Signore», rifiuta «le lezioni da parte di chi non gli è mai fregato niente nè del Vangelo, nè della Chiesa» e respinge l'idea che «di fronte alle emergenze si ricorra sempre alla Chiesa per magari così tacitare la propria coscienza di borghesi benpensanti, pronti subito a scaricare ogni responsabilità su di essa ed esporla al pubblico ludibrio». Infine l'appello diretto al sindaco. «Lunedi al primo consiglio comunale del tuo nuovo mandato mi aspetto l'assunzione di un impegno concreto su questa emergenza». (l.s.)

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