Il Tirreno

Grosseto

Il presidente Ulivieri: i comuni montani devono essere tutelati. Presto un tavolo con la Regione per una soluzione.

Crociata per difendere la scuola amiatina

Fiora Bonelli
<strong>IN CAMPO </strong>Per salvare la scuola sull’Amiata
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IN CAMPO Per salvare la scuola sull’Amiata

Anche la Comunità montana in campo per impedire accorpamenti e riduzione classi

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CASTEL DEL PIANO. Dopo i Comuni, anche la Comunità Montana Amiata grossetana, a sostegno delle scuole montane. Una presa di posizione che arriva in concomitanza con il timore dell'accorparmento delle classi di scuola media che diventeranno pluriclasse, a Castell'azzara e la notizia che al liceo Fermi di Casteldelpiano due classi terze, di due indirizzi differenti, saranno unificate.

Così, dopo la presa di posizione del consiglio comunale di Castelll'azzara che tempo fa votò all'unanimità un documento a sostegno della suola media, dopo il voto unanime del consiglio comunale di Casteldelpiano in cui maggioranza e opposizione hanno alzato gli scudi a difesa dello storico liceo, dopo che la minoranza di Arcidosso ha richiesto un consiglio comunale per votare lo stesso documento sottoscritto da Casteldelpiano (il liceo dal prossimo anno scolastico condividerà la dirigenza col professionale di Arcidosso e dunque la presidenza del Fermi non sarà più a Casteldelpiano ma trasferita ad Arcidosso), anche la presidenza della Comunità Montana Amiata grossetana esce allo scoperto. E non basta.  Infatti anche la minoranza dell'Ente montano, per bocca di Sandro Ginanneschi, che siede all'opposizione, annuncia che sarà richiesto in Comunità montana il voto sullo stesso documento già approvato dai consigli comunali per non permettere l'unificazione di due corsi differenti. Insomma, oltre ai docenti e il resto del personale scolastico, ai genitori e la presidenza, tutte le istituzioni in blocco cercano di stoppare "lo scippo" delle scuole che con le Poste rappresentano l'attuale spina nel fianco per il futuro dell'Amiata.  «La preoccupazione maggiore - spiega il presidente della comunità montana Franco Ulivieri - emerge dal D.P.R. 81/09, le cui disposizioni entreranno in vigore per ogni ciclo dal prossimo anno scolastico, poiché non prevede deroghe per i territori disagiati nella formazione delle sezioni delle scuole d'infanzia e delle classi per le scuole secondarie di secondo grado, richiedendo un minimo di 18 bambini per la sezione di scuola di infanzia e di 27 alunni per la prima classe delle superiori. Da questi dati, si può ben capire quanto sia difficile raggiungere nei piccoli comuni e nei Comuni disagiati un tale numero. Tuttavia la stessa normativa prevede una particolare attenzione per i comuni disagiati, quali quelli montani e insulari, con la possibilità di derogare ai parametri indicati. Anche Uncem Toscana - prosegue Ulivieri - ha dichiarato il suo pieno appoggio nella battaglia che in questo periodo vede protagonisti Comuni, Comunità Montana e Provincia per il mantenimento della scuola nei territori montani. Quello che le nostre popolazioni esigono - continua Ulivieri - è mantenere l'offerta didattica fino ad oggi erogata, con la garanzia della continuità di medio-lungo periodo, nella prospettiva di mantenere un servizio che ricade sul territorio e sui cittadini, non esclusivamente legato a quello scolastico bensì all'intera dimensione del presidio umano. Dal tavolo che la Regione ha messo in piedi con Uncem Toscana, Anci, Upi e con l'Ufficio Scolastico Regionale, è emersa - conclude - una forte collaborazione per cercare di supplire quanto possibile alle criticità provocate dalla Riforma Gelmini in materia di organici e ordinamento».

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