La manifestazione
Pioggia di messaggi e ricordi per Fosco Marchetti
«Ci mancherai, eterno ragazzo dello swing»
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SUL PALCO Zomba con Luca Pirozzi al concerto di fine anno del 2008 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. È una città triste, quella che si sveglia senza Fosco Marchetti. Il grande Zomba, cantante di classe, voce di un'epoca bella e per molti versi perduta, se n'è andato. Al bar La Vasca, sin dal primo mattino, Massimiliano Tinti - patròn e a sua volta protagonista per anni delle notti maremmane - rende omaggio al maestro. E ai clienti del suo locale offre le meravigliose canzoni interpretate da Zomba, ripescate da una collezione di cd e registrazioni custodita come una reliquia. Gli voleva davvero bene, Grosseto, a Fosco Marchetti. In tanti, domani alle 9, saranno a Sterpeto per l'ultimo saluto e in tanti ieri hanno voluto ricordarlo. «La scomparsa di Fosco - scrive il sindaco Emilio Bonifazi - priva la nostra comunità di un amico, oltre che di un artista simbolo capace di esportare Grosseto e la Maremma in tutta Italia. Se ne va una figura storica di questa città che ha cantato in tutti i suoi posti più belli e in tanti locali che, anche grazie a lui, diventarono popolari. La sua voce, quella di chi non avrebbe mai voluto smettere di cantare, ci mancherà davvero». Al sindaco fa eco il neoassessore alla cultura, Giovanna Stellini, che ricorda «una sua ultima apparizione al Teatro degli Industri. Si vedeva che non stava bene, che era affaticato, ma seppe onorare anche in quell'occasione il palcoscenico e il pubblico. Illuminandosi in un attimo. Un saluto a un caro amico e talento della nostra città». Tra i tanti messaggi, anche quello di Luca Giacomelli, chitarrista che con il suo gruppo - Musica da Ripostiglio - suonò con Zomba in piazza per capodanno. Era il 2008, e il Comune aveva chiesto a Zomba e a quattro giovani talenti della musica grossetana di affiancarsi in un inedito incontro fra generazioni. «Quando parlo di Fosco - ricorda Giacomelli - i ricordi si rincorrono a tempo di swing... Non si può pensare a lui senza associarlo al suo grande talento e alla sua incredibile voglia di vivere. Quella sua risata esplosiva, quel suo essere eterno ragazzo amante dello swing e di tutta quella musica che ha fatto cantare, ballare e innamorare tanta gente, non solo grossetana. Non voglio essere malinconico, lui non l'avrebbe gradito lo so, ma con Zomba se ne va una delle più belle storie maremmane, nonché un grande artista ed un caro amico. Ho avuto l' onore di suonare con lui nel suo ultimo concerto, in piazza a Grosseto per il capodanno di qualche anno fa... Ricordo le prove, le foto con Mina, della Rotonda sul Mare, i racconti su Chet Baker e sul museo americano dove è esposta una locandina di un suo concerto (ne andava così fiero!). Quando lo chiamavo al telefono era sempre la stessa storia... Si parlava dei concerti, dello stile dei musicisti americani, e poi improvvisava sempre qualche canzone ("My funny valentine" oppure "Guarda che luna") e ci salutavamo tra le sue fragorose risate. Il mio pensiero si unisce ovviamente a tutti i musicisti che hanno suonato con lui e che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Ci mancherà, tanto, davvero. Yeah Zomba!».
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