Il dolore
«Finiti i soldi, il Comune non ce la fa»
Lorenzo Santorelli
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SINDACO. Emilio Bonifazi Il sindaco Bonifazi: tutti diano un contributo concreto
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GROSSETO. «Pensate che sia contento di questa tragedia? Un sindaco non la la bacchetta magica per trovare case e lavoro. Ma non è vero che non ho ascoltato le famiglie sfrattate, alcuni di loro hanno il mio numero. Capisco e rispetto il dolore di un padre che ha perso un figlio. Ma se il Comune si fosse disinteressato dei loro problemi sarebbero finiti in strada ad ottobre». Si sente dal tono di voce che Emilio Bonifazi è stato toccato personalmente dalle accuse di scarsa sensibilità seguite all'aborto della giovane madre egiziana che, nelle ultime due settimane, ha dormito in macchina in assenza di un'altra sistemazione. Più che una difesa d'ufficio il suo è un ragionamento complessivo. Che chiama tutta la comunità grossetana ad un'assunzione di responsabilità. «Sono dispiaciuto perché in città non c'è rete di solidarietà adeguata. Tutti dormono tranquilli delegando a istituzioni, Curia e associazioni di volontariato. Ci sono tante case sfitte, il Comune si offre come garante per affittarle a persone in emergenza abitativa. Ai proprietari paghiamo l'affitto a prezzi di mercato e in più li esentiamo dal pagamento dell'Ici sulla seconda casa (9 per 1000 ndc). Nonostante queste agevolazioni siamo riusciti ad affittare solo 15 appartamenti mentre quasi tutti preferiscono tenere le case vuote. Molti proprietari quando sanno che le loro abitazioni sarebbero destinate a questi soggetti in difficoltà allora si tirano indietro. Mettiamoci tutti una mano sulla coscienza. La tanto bistrattata Casa Betania e il residence Blumaremma sono state le uniche due strutture a rendersi disponibili per ospitare le famiglie. In quanto Comune abbiamo dovuto pagare, avremmo forse dovuto lasciarli in mezzo alla strada?». Una chiamata in correo per risolvere la questione dell'emergenza abitativa che, dati alla mano, si presenta alquanto stringente. «I 60.000 euro che abbiamo stanziato per tutto il 2011 sono finiti a maggio. Abbiamo un altro fondo per aiutare circa 800 famiglie che una casa ce l'hanno a pagare gli affitti e non essere morose dando loro un contributo dai 120 ai 180 euro. In tutto ci sono circa 200 alloggi per l'emergenza abitativa (50 assegnati tra quelli Epg, 90 al Poggio, 30 sparsi e altri 15 con contratti tra il comune ed i privati) che vengono assegnati ad affitti che vanno dai 12 ai 100 euro. Ci sono 105 famiglie in graduatoria per una casa. Alcune di queste si sono lamentate per esser state "scavalcate" da queste sei famiglie. Purtroppo le situazioni di emergenza sono sempre più numerose, il rischio è quello di una guerra tra poveri dove gli unici vincitori sono quei movimenti e partiti che puntano sulla paura. Per i 70 alloggi in costruzione alle Stiacciole nei primi trenta posti ci sono venti famiglie straniere, ma è sbagliato e pericoloso dire "prima ai grossetani, prima agli italiani"». Invece per Bonifazi è stato fatto tutto il possibile, compatibilmente con i fondi a disposizione. «Dal 2009 abbiamo 6 milioni e mezzo di euro in meno a bilancio per la cancellazione dell'Ici sulla prima casa. La manovra correttiva del Governo ci ha tolto altri 3 milioni di euro per il 2011 e 5 milioni per il 2012. Nonostante questa situazione abbiamo messo il sociale al primo posto e togliendo risorse da altri settori». Tornando alle sei famiglie sfrattate, il sindaco puntualizza. «Le case occupate in via Mazzini non sono del Comune ma di alcuni privati che, bontà loro, non hanno voluto fare denuncia. Per quanto riguarda Casa Betania non posso fare altro che ringraziarli, ci hanno fatto un favore ed io mi sono speso in prima persona. Mi dispiace per il danno d'immagine avuto».
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