Sicurezza
Tentata concussione, ex sindaco imputato
Pierluigi Sposato
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EX SINDACO. Marco ViscontiA giudizio Visconti e la moglie Loredana Busonero, già comandante dei vigili
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MONTE ARGENTARIO. L'ex sindaco di Monte Argentario, Marco Visconti, e la moglie Loredana Busonero, già comandante della polizia municipale, sono stati rinviati a giudizio per tentata concussione. Avrebbero cercato di farsi fare uno "sconto" sul prezzo di un appartamento da loro prescelto ai danni dell'impresario che lo doveva costruire e che si era poi opposto; un prezzo definito «irrisorio» dall'accusa. Avrebbero anche fatto pressioni sullo stesso impresario per indurlo a cedere un terreno confinante con la loro proprietà. Visconti e Busonero avrebbero messo dei bastoni fra le ruote dell'attività imprenditoriale proprio a causa del rifiuto ricevuto. Sono fatti risalenti al 2003-2006 quelle di cui il collegio del Tribunale si dovrà occupare il 21 settembre: il gup Montesarchio, accogliendo la richiesta del pm Pizza, ha disposto che per loro debba tenersi un processo. Quello che si aprirà fra tre mesi sarà uno degli esiti della mega-inchiesta che la Procura aveva affidato oltre due anni fa alla squadra mobile della polizia di stato sulle pratiche urbanistiche ed edilizie a Monte Argentario, anche con intercettazioni. L'appartamento in questione è quello di via del Sole, per il quale Piero Rosi (titolare della Rafim srl proprietaria, per la costruzione di 8 appartamenti) aveva convenuto verbalmente 550 milioni di vecchie lire, con l'intesa che altri 25 milioni sarebbero stati versati per le modifiche da apportare all'immobile da destinare al fratello della Busonero. Dopo vari rinvii, secondo l'imputazione, Visconti si sarebbe presentato con la moglie all'appuntamento per la formalizzazione dell'acquisto: ma in quella sede avrebbe chiesto uno "sconto" considerevole (non più di 400 milioni). Il contratto non era stato stipulato, a causa del rifiuto di Rosi, e l'ex sindaco non avrebbe rimborsato le spese per le modifiche. Visconti avrebbe allora chiesto l'intercessione dell'allora dirigente dell'ufficio tecnico, Augusto Donati, subordinando il rilascio del permesso di costruire all'ottenimento dello sconto. Di fronte all'ennesimo rifiuto, Visconti avrebbe chiesto a Donati di trattare con severità le pratiche di Rosi e della Rafim, ostacolandone o rallentandone l'iter. D'altro canto, la comandante della polizia municipale avrebbe disposto controlli e avrebbe multato con 655 euro l'autista di una ditta che lavorava per Rosi, per una betoniera che invadeva la strada senza segnaletica né autorizzazione. Infine, il sindaco avrebbe inviato alla Rafim una diffida ad adempiere entro 60 giorni ad adempiere entro sessanta giorni alle opere di viabilità e parcheggio nella zona oggetto delle trattative per l'acquisto dell'immobile, a pena del ritiro della concessione edilizia e di iniziative del Comune a tutela dei pubblici interessi.
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