Sicurezza
L'assessore querela quattro ambientalisti
Fiora Bonelli
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GEOTERMIA. Tema di scontro sul monte AmiataNuovo scontro sulla geotermia, avrebbero diffamato la Bramerini sul piano energetico
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CASTEL DEL PIANO. L'assessore regionale querela quattro ambientalisti e così il dibattito sulla geotermia amiatina finisce in caserma e presto potrebbe approdare in un'aula di tribunale. Infatti, dopo convegni, assemblee, incontri, scontri, fra Comitati ambientalisti e Regione Toscana, riguardo all'opportunità e la sicurezza dello sfruttamento geotermico, dopo aver incaricato Università e scienziati sulle ricadute della geotermia in Amiata e averne ottenuto risposte diffuse e rese note a livello capillare, l'assessore Annarita Bramerini, bersaglio di molti attacchi dei Comitati, querela tre membri del Comitato Ambiente Amiata (Abbadia San Salvatore) e uno di Prospettiva Comune (Piancastagnaio). L'assessore all'Ambiente e Energia «si è ritenuta diffamata da una e-mail inviata in occasione di una iniziativa di mail-bombing il 16 settembre 2010, avente per oggetto la Conferenza dei servizi in Regione Toscana per la procedura di Via riguardante il Piano di riassetto dell'area geotermica di Piancastagnaio». Lo affermano, dandone notizia, gli stessi ambientalisti, fornendo 3 nomi dei 4 querelati e stilando un comunicato dove ribadiscono le proprie ragioni: «Tra i quattro ci sono Mariella Baccheschi, Nadia Ranieri e Alessandra Giglioni, si legge nella nota dei Comitati, persone che, in tutto l'arco ormai protratto della vita, non hanno mai subito condanne, non sono mai state sottoposte a processi penali, e non hanno mai messo piede in una stazione dei Carabinieri se non per pratiche di ordinaria amministrazione. Il delitto sarebbe quello di diffamazione, in danno dell'assessore all'Ambiente e Energia Anna Rita Bramerini, spiegano i Comitati che aggiungono che "la stessa ha ritenuto opportuno presentare una querela consistente, a suo dire, nell'avere scritto e diffuso e-mail contenenti giudizi politici critici circa il progetto di riassetto dell'area geotermica di Piancastagnaio (Amiata), presentato da Enel. Invece di aprire un civile dibattito con la popolazione su un intervento industriale di così prepotente impatto ambientale, tale da mutare il volto del nostro territorio, con drammatica incidenza sui bacini idrici e sui livelli di inquinamento - e quindi, sulla salute e sui modelli di vita della gente -, incalzano quelli del Comitato ambientalista e della lista civica prospettiva comune, l'Assessore deputato proprio alla tutela dell'ambiente, sceglie la via della minaccia penale e, se si vuole, dello scontro con quegli avversari politici che mettono i bastoni tra le ruote a ciò che ritengono vergognoso sfruttamento del loro territorio. Evidentemente il confronto politico è ormai relegato alle aule di Tribunale e la cosa si commenta da sé. Niente di male. I querelati (e noi con loro) avranno occasione di far valere le proprie buone ragioni e, con esse, le ragioni del popolo dell'Amiata avanti le competenti sedi giudiziarie». La scintilla della geotermia, dunque, prende le vie legali.
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