Finanza
Il caso. Il licenziamento per la mancanza di idoneità
«Da Faenzi accuse infondate Coseca ha agito secondo legge»
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COSECA Il presidente Roberto Valente 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Le accuse avanzate dall'onorevole Faenzi nei confronti di Coseca sono assolutamente infondate. Inoltre, si parla di fatti avvenuti tre anni fa e mi chiedo il perché saltino fuori soltanto ora. Coseca ha agito nel pieno rispetto della legge e delle regole». Così il presidente di Coseca spa, Roberto Valente, a proposito della protesta che l'ex parlamantere Ivo Faenzi ha voluto rendere nota sul licenziamento del figlio, che pure avrebbe preferito tenere toni bassi. «Come ho già avuto modo di dire personalmente a Faenzi, ricevuto nel mio ufficio più volte, l'ultima non più di tre settimane fa - scrive il presidente - mi dispiace per la situazione difficile in cui si trova suo figlio, ma Coseca ha agito nel pieno rispetto della legge e delle regole». «Nel bando di concorso infatti - spiega Valente - l'articolo 2 citava come requisito essenziale alla nomina, la piena idoneità fisica alla mansione. Non solo, all'articolo 3 si specificava inoltre che 'l'accertamento della mancanza di uno solo dei requisiti per l'ammissione al concorso per la nomina comporta in qualunque tempo la decadenza della nomina'. Il bando parlava chiaro dunque e il signor Faenzi ha partecipato al concorso pur sapendo di non avere la piena idoneità fisica alla mansione». «Mancanza che - aggiunge il presidente della spa - è stata certificata dal medico competente aziendale in data 15 luglio 2009 e che ha portato il Coseca a cessare il rapporto lavorativo. Bisogna aggiungere che durante il periodo di prova seguente il concorso, l'azienda ha cercato di impiegare Faenzi in diverse mansioni che lo stesso Faenzi non è riuscito a svolgere per il suo deficit uditivo». E quindi un appunto al parlamentare: «Mi dispiace quindi che l'onorevole Faenzi usi la stampa per dire cose non vere. Ripeto, più di una volta ci siamo incontrati per cercare di chiarire la questione, e leggere sui giornali queste accuse mi lascia quantomeno perplesso. L'onorevole parla addirittura di una 'dichiarazione di guerra' fatta da Coseca a suo figlio: credo che certe frasi si commentino da sole». «L'azienda che presiedo - conclude Valente facendo riferimento alla causa di lavoro instaurata davanti al Tribunale - è sempre molto attenta e rispettosa del lavoro di tutti i suoi dipendenti e gli ultimi concorsi fatti recentemente sono li a confermarlo. Sono convinto che la giustizia darà piena ragione a Coseca».
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